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RETE Desk - Chi sono i nuovi ricchi i turisti che tutti vorrebbero?

16 mag 2022
RETE Desk - Chi sono i nuovi ricchi i turisti che tutti vorrebbero?

La rapida acquisizione di ricchezza che caratterizza i protagonisti di questo segmento di mercato sembra indirizzare la ricerca verso la direzione dei flussi di capitali che ha contrassegnato le ultime due decadi degli investimenti esteri, ovvero quelli verso i Paesi emergenti, soprattutto quelli altamente popolati. Ed è proprio questa caratteristica demografica a rendere invisibili i nuovi ricchi ad una superficiale analisi macroeconomica. Prendendo come riferimento alcuni paesi dell’area BRICS, ovvero seguendo il nuovo flusso di esportazione dei capitali, si registra che il 60% dei milionari dell’intero continente (71.000) risiede in Sudafrica (reddito pro capite annuale di USD 5.091,00 nel 2020) e Bain & Co. sostiene che circa 420.000 famiglie vivono nel Paese con un reddito superiore a USD 100.000, con una predilezione all’acquisto di beni di lusso in occasione dei viaggi all’estero. Passando all’India, secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo, la rapida crescita della classe media porterà, entro pochissimi anni, il numero dei turisti indiani a superare quota 50 milioni e, secondo il Ministero del Turismo indiano, la loro spesa media durante i viaggi sarà di USD 1.200. Spostando l’attenzione su altri Paesi principali destinatari di investimenti negli ultimi 20 anni, se si prendesse in considerazione il solo reddito pro capite annuale della Tailandia, circa USD 6.700, si avrebbe una visione miope della reale capacità di spesa dei turisti tailandesi.

Le ricerche di Edmund Terence Gomez sembrano porre fine a questo equivoco. A tal proposito, Gomez riporta che l’85% circa dell’economia locale è riferibile al 10% della popolazione tailandese. Ne consegue che, se si prendesse come riferimento il PIL della Tailandia (circa USD 500 miliardi) e lo si dividesse per il 10% della popolazione (quindi il 10% di circa 70 milioni di persone, ovvero 7 milioni), si arriverebbe ad un reddito pro capite annuale di USD 71.500, ovvero un reddito superiore (dati Macro trend del 2020) del 10% circa rispetto a quello degli americani (USD 63.544), del 36% rispetto a quello dei tedeschi (USD 45.724), del 56% circa rispetto a quello degli italiani (USD 31.676). Ciò che va ad avvalorare questa teoria socioeconomica è che il numero dei nuovi ricchi tailandesi è alquanto coerente con i dati del Ministero del Turismo Tailandese che nel 2019 identificavano in circa 8 milioni il numero di partenze verso l’estero dei cittadini tailandesi.

Ancora più significativo sarebbe il numero dei nuovi ricchi in Indonesia se si seguissero le stime di Philippe Lassere (ovvero che il 90% della ricchezza del paese appartenga al 4% della popolazione). In questo caso, saremmo di fronte a 10.9 milioni di persone con un reddito pro capite pari a USD 87.000. Così come per la Tailandia, anche in questo caso i numeri sembrano essere coerenti con i dati del Ministero del Turismo Indonesiano che nel 2019 identificava in circa 11 milioni il numero di partenze verso l’estero dei cittadini indonesiani. Perché un “nuovo ricco” sudafricano, indiano, tailandese o indonesiano dovrebbe venire a San Marino? In base agli indici sull’analisi della dimensione culturale denominata uncertainty avoidance, questi turisti hanno una generalizzata predisposizione a conoscere ed esplorare mete turistiche non tradizionali; al contrario dei turisti giapponesi o americani (la cui maggior parte, ad ogni modo, non viene identificata da analisti e ricercatori nella classe sociale dei “nuovi ricchi”), i quali prediligono recarsi in luoghi conosciuti: Firenze, Venezia, Roma, Milano.

A rendere ancora più interessanti e degne di ulteriori analisi queste statistiche è lo studio della Organizzazione Mondiale del Turismo che indica, come entro il 2033, 3.4 miliardi di persone appartenenti alla classe borghese dei Paesi asiatici potrebbero recarsi all’estero per motivi di turismo. Il gruppo RETE Desk studia con attenzione questi fenomeni socioeconomici, i quali trovano un loro puntuale riscontro nelle strategie di attrazione dei nuovi flussi turistici previste nel suo piano di sviluppo turistico.

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