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Rete Md: la preoccupazione del sindacato è legittima

22 mag 2019
Rete Md: la preoccupazione del sindacato è legittima

Alle 21.30 di martedì 21 maggio i gruppi consiliari hanno incontrato le organizzazioni sindacali per discutere della legge che mira a mediare la crisi del comparto bancario e dell’introduzione di alcuni articoli sull’assestamento della finanziaria emendati all’ultimo momento. Nel pomeriggio, il governo aveva fatto pervenire circa venti (20!) articoli aggiuntivi alla legge di assestamento di bilancio, presentando nei fatti una nuova finanziaria. Lo aveva fatto alle 14, col principio del dibattito incipiente. La preoccupazione manifestata dal Sindacato è autentica e appropriata: emendando una legge di bilancio all’ultimo minuto e senza alcuna concertazione, la maggioranza consiliare ha introdotto un metodo di calcolo della tassazione per le piccole e medie imprese, mentre ha stabilito una serie di benefici e sostegni ad altre imprese. Lo ha fatto indicando unicamente i principi basici ed assegnando al governo, tanto per cambiare, il varo di decreti – entro i prossimi due mesi – riguardanti materie che avranno validità solo a partire dal primo gennaio 2020. Come RETE-MD siamo certi che la gravita della situazione attuale, sia a livello patrimoniale, sia a livello di debito pubblico, richiederebbe un patto di ferro da siglare con le forze sociali. Solo con unità di intenti, con seri obiettivi prospettati e perseguiti, potremo uscire da questa situazione che preoccupa noi e i cittadini e che dovrebbe preoccupare ogni gruppo politico ben oltre i tornaconti elettorali di Adesso.sm. RETE-MD ha chiesto al governo di ritirare gli articoli contestati per avviare un tavolo permanente di condivisione che si impegni a trovare una soluzione concertata entro dicembre 2019. Il governo non ha voluto considerare questa nostra ipotesi, preferendo forzare da subito la mano con interventi che, comunque, non saranno validi prima di gennaio 2020. RETE-MD non considera certamente intoccabili le materie fiscali, ma si sorprende che queste siano affrontate senza contezza dei ruoli sociali e degli accordi condivisi. Spiace notare come la riflessione sull’avviamento di un tavolo di confronto permanente con le parti sociali sia stato rigettata dalle forze di maggioranza per ragioni che sono di contrapposizione e vanità invece di un serio esame per il bene di tutti. Il Sindacato ha assunto una dura posizione ieri sera, accusando il governo di fare un uso improprio delle istituzioni e ribadendo l’obbligo di confrontarsi, incorrendo nelle sdegnate lamentele dei consiglieri di maggioranza. I quali, scarsamente rappresentativi eppure risentiti per lesa maestà, hanno preferito alzare il livello dello scontro, chiudendosi al dialogo e, in tal modo, confermando le accuse rivolte loro dal sindacato. Non sono questi i politici di cui il Paese ha bisogno. Con riguardo alla legge sulle crisi bancarie, l’opposizione ha proposto e ottenuto che l’incontro con Banca Centrale e col Commissario Bonfatti, fissato per la giornata odierna, fosse allargato anche ai sindacati. Ci chiediamo, tuttavia, con quale spirito i sindacati abbiano partecipato a un tavolo di discussione della legge in questione, sapendo che nel medesimo momento la maggioranza voterà - e renderà legge dello Stato - provvedimenti nella stesura dei quali essi avrebbero dovuto avere un ruolo di primo piano.
 RETE-MD


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