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Rete presenta a serata sul disastro in cui versa la Giustizia

20 nov 2019
Rete presenta a serata sul disastro in cui versa la Giustizia

È irresponsabile scaricare sull’opposizione le colpe del disastro in cui versa la Giustizia. Siamo in campagna elettorale, ma i cittadini sanno perfettamente che tutte le decisioni che hanno imbrigliato e mandato in tilt il tribunale, che hanno indotto i giudici a querelarsi tra loro, che hanno scaricato tanti disagi sulla quotidiana operatività, le ha prese il governo a guida RF (già Alleanza Popolare). Tutto comincia ad ottobre 2017, in concomitanza con l’operazione titoli e la relativa indagine affidata al giudice Morsiani. Il caso Savorelli fa salire la febbre. L’allora magistrato dirigente Valeria Pierfelici consegna alla Commissione Giustizia una nota su pressioni e attacchi della politica alla magistratura. La commissione giustizia da allora non funzionerà più all’unanimità. La maggioranza vuol fare fuori la Pierfelici, la minoranza si dimette con l’accusa di colpo di Stato, che altro non è che l’intento di piegare il tribunale ai voleri della politica. La fretta della maggioranza di convocare gli organismi giudiziari per portare avanti il progetto iniziale sta a segnare la volontà di far saltare il banco. Solo nelle dittature si piegano le leggi al volere dei potenti. L’inoperatività è un puro pretesto. Forzature si aggiungono a forzature, finché il magistrato dirigente viene allontanato. Ma non c’è una norma che preveda la revoca dell’incarico, solo un ordine del giorno votato da alcuni giudici e da esponenti di governo. Il nuovo magistrato dirigente Lanfranco Ferroni, purtroppo, muore all’improvviso e qui comincia il ricamo di astuzie di Nicola Renzi per affidare il nuovo incarico a Giovanni Guzzetta che non è Magistrato. Per rendere possibile la sua nomina è stato necessario modificare una legge costituzionale, che regola la materia, con una legge di rango inferiore. L’Ordine degli avvocati si ribella, pubblica note di grave preoccupazione. Il governo tira dritto con la sua solita maniera di setacciare la verità, che trova il culmine con la famosa mancata presa d’atto dei due giudici d’appello, usata addirittura come clava per esercitare pressioni perfino sulla Reggenza. Cose inaudite! Qui non c’è solo l’inadeguatezza dell’ormai ex Segretario Renzi, qui si intravvede la volontà di piegare il tribunale ai voleri della politica. Come dimostrano ordinanze e fascicoli opportunamente congelati e altri che invece vengono portati avanti con una velocità a dir poco sospetta. Il settore della giustizia, in tre anni, è stato trasformato in un nodo gordiano che è uno degli elementi più negativi dell’intero sistema paese, perché è venuta a mancare la certezza del diritto. Nel programma di RETE, il capitolo giustizia è essenziale, perché se è vero che i guasti sono immani, la soluzione c’è ed è possibile realizzarla. Ne parliamo giovedì 21 novembre 2019, ore 21:00 presso Palazzo Graziani, Città di San Marino

Movimento RETE