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RETE: "Saremo noi a rendere pubbliche le nostre battaglie nei modi e nei tempi che riteniamo più opportuni"

2 ott 2020
RETE: "Saremo noi a rendere pubbliche le nostre battaglie nei modi e nei tempi che riteniamo più opportuni"

Non abbiamo dubbi che Repubblica Futura avrebbe preferito avere a che fare con un movimento RETE incapace di crescere e incapace di saper stare al governo.
Avrebbe avuto la vita molto più facile.
Per questo, invece di rallegrarsi per la gestione della Sanità di Roberto Ciavatta, chiamato a misurarsi con il Covid19 avendo a disposizione risorse limitate che decenni di ruberie e sprechi nell’ISS gli hanno concesso di amministrare, e per la capacità di Elena Tonnini di trovare una sintesi, in passato mai trovata, sull'estensione dei diritti politici, RF continua ad attaccarli nella speranza di minare la loro credibilità e mettere in dubbio la loro buonafede.
Non pretendiamo che i rappresentanti di RF, abituati a riempirsi la bocca di slogan e parole d’ordine, capiscano il valore e il senso del lavorare a testa bassa per poi presentarsi alla cittadinanza solo quando si è raggiunto il risultato. Anche questo fa parte del metodo che RETE ha voluto portare in questa esperienza di governo.
E non temano lor signori: la nostra attenzione sui temi cruciali non è mai calata e, avendo ben chiara la responsabilità che comporta affrontarli come forza di maggioranza, siamo ben consapevoli della possibilità che abbiamo di incidere.
Ma saremo noi a rendere pubbliche le nostre battaglie nei modi e nei tempi che riteniamo più opportuni.
Ma RF è così, finge indignazione per un rinvio a giudizio per diffamazione ma difende a spada tratta chi rimase neutro e passivo di fronte ad una potenziale tangente: il riferimento non velato è ai contenuti della Commissione di inchiesta su Carisp/Sopaf e al ruolo dell’allora Segretario di Stato Antonella Mularoni, presente nella registrazione in cui si parlava in modo esplicito di milioni dal Lussemburgo e in cui le venivano presentati i rischi di illecito nella trattativa tra Carisp e Sopaf.
E poi come dimenticare il silenzio di RF su Confuorti, la negazione delle sue influenze in Repubblica di fronte ad ogni evidenza, le autorizzazioni ai suoi Commissari, i pareri legali anonimi, i suoi emissari montepaschiani per far saltare Carisp, gli NPL svenduti e le fughe di liquidità, le pedine (Siotto e Sommella) inserite nella Banca Centrale di Grais e Savorelli per eseguire l’operazione titoli (Banca Centrale che copre i debiti delle società di Confuorti in CIS acquistando 41 milioni di euro di titoli).
Tutto questo non sarebbe stato possibile senza i voti compatti dei Consiglieri e quelli dei Segretari del governo di Adesso.sm, gli stessi che oggi, tra un reflusso di bile e l’altro, cercano di far dimenticare le loro malefatte.
Evidentemente RETE, agli occhi di RF, ha la grossa colpa di aver acceso i riflettori su operazioni che avrebbero dovuto rimanere ben nascoste. Non a caso si è dovuto attendere luglio 2020 ed il nuovo governo perché lo Stato, attraverso una delibera del Congresso di Stato, si costituisse parte civile per il procedimento penale dell’operazione titoli.
Ma non basta, perché dopo aver trascorso gli ultimi quattro anni a scandire ogni intervento, comunicato, titolo di giornale, intervista, paventando disegni di “restaurazione”, oggi quello slogan di RF e soci deve fare i conti con la realtà: il Dirigente del Tribunale nominato di recente è talmente di alto profilo e fuori dalle dinamiche del nostro paese che di certo non coincide con volontà di restaurazione di alcun tipo.
Quella parola d’ordine ripetuta militarmente, oggi si rivela in tutta la sua falsità e nel suo intento denigratorio. Scrivere una fake news e ripeterla quotidianamente per quattro anni prende poco tempo; dimostrare con i fatti che quella era una fake news ed una illazione gratuita utile solo a minare i consensi di RETE ne ha richiesto molto di più.
Perciò, ancora una volta, invitiamo la cittadinanza a partecipare alle nostre serate pubbliche, ai mercoledì con RETE e porci tutte le domande e i dubbi che è normale nascano con una campagna denigratoria in atto da quasi un lustro.
Noi non abbiamo la potenza di fuoco di un quotidiano che invece di scrivere notizie fornisce ai lettori opinioni preconfezionate, ma quando si tratta di dare spiegazioni e aprirci al confronto non ci siamo mai tirati indietro.

Comunicato stampa
Movimento RETE