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Rf: Ciavatta sta alla larga dai problemi del suo governo

21 apr 2020
Rf: Ciavatta sta alla larga dai problemi del suo governo

Se Roberto Ciavatta, capo politico del governo, dopo 100 giorni di legislatura ed una emergenza senza precedenti come la pandemia da coronavirus, ha ancora il fiato per lanciare accuse da campagna elettorale, non siamo messi bene. Non siamo messi bene se l’uomo solo al comando (che fine hanno fatto i suoi colleghi? sono tutti in isolamento?) sta alla larga dai tanti problemi del suo governo e ricomincia coi ritornelli elettorali. È opportuno ricordare come poco più di un mese fa il capo si fosse preso beffe della pandemia (quasi una banale influenza) invitando i sammarinesi - insieme ad una collega che condivide con lui l’appartenenza politica e un rinvio a giudizio del Tribunale - a frequentare ristoranti e subito dopo essere smentito da alcune decine di decessi e centinaia di contagiati, con una comunità giustamente impaurita e con un trend della malattia che pone San Marino ai vertici dei paesi più colpiti. Nonostante le conferenze stampa e le dichiarazioni incaute sulla Svizzera e sul peggio che sarebbe alle spalle, ci sono cose su cui il capo del governo ha deciso di essere silente, come gli eventi in strutture ospedaliere interessate dal contagio, la nomina di un direttore generale dell’Iss in deroga alla legge, le code alle farmacie, la caccia alle mascherine e le richieste di tanti cittadini di essere sottoposti ai test anti Covid 19. Meglio, e meno imbarazzante, parlare del sistema bancario saltato per aria - secondo lui - grazie alle nefandezze del precedente governo. Il capo dimentica di chiedere lumi alla Dc sulla gestione di Cassa di Risparmio e su Francesco Confuorti, a Banca Centrale su Asset e sui management che hanno causato dissesti, al Tribunale sugli scandali bancari finiti sotto la lente dei magistrati, ad alcuni partiti alleati sul misterioso arrivo di Wafik Grais alla presidenza di BCSM. Ma, a parte tutto questo che rientra in una polemica che non finirà certo qui, le questioni sono molto più semplici di quanto possano apparire: cosa intende fare Ciavatta, ora che è il capo del governo? Cosa sarà della Banca Nazionale Sammarinese per ciò che continua a costare allo Stato (500.000 euro al mese?) e dei risparmi dei correntisti dopo la scelta operata dal tavolone istituzionale? Cosa accadrà a Cassa di Risparmio e alle obbligazioni Asset? Il dossier NPL è stato accantonato? Il futuro del paese sarà quello dell’indebitamento estero (che era visto dal capo come fumo negli occhi) ed una ulteriore contrazione del sistema bancario? Quale futuro per la solidità dei fondi pensione? Se il capo del governo è in grado di governare come prima era capace di urlare e minacciare, lo dimostri con i fatti. Fino ad oggi ha brillato solo per il presenzialismo nelle conferenze stampa.

Repubblica Futura


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