È sconfortante essere etichettati come razzisti, xenofobi ed ultimamente, anche nazisti. Siamo solo dei cittadini consapevoli e preoccupati, che sentono il peso di decisioni prese sopra lo loro testa, in assenza totale di informazioni precise, percorsi, scadenze e logistica di sicurezza. Al contrario dei nostri rappresentanti, sentiamo una responsabilità per i nostri giovani e per il futuro del nostro Paese. Siamo padri, madri, fratelli e sorelle di quella compagine del tessuto sociale che è la base ed il motore della nostra Repubblica, che chiedono e pretendono rispetto. Per tacitare dubbi leciti non si risponde con denigrazione. Si cerca il confronto civile e la mediazione, strade totalmente disconosciute. Il problema non è legato alle 30 persone ma è quello di eventuali proiezioni future e gestione delle persone, di cui non conosciamo le attitudini. Siamo ancora sconvolti sulla gestione di un nostro cittadino, ricercato per reati legati alla pedofilia, assegnato per servizi a contatto con minori. Abbiamo sentito diversi esponenti politici che si sono "vergognati", di pseudo patrioti, xenofobi etc....che non hanno accettato una dubbia conduzione delle strade prese. Credo che determinate decisioni vadano prese attraverso un confronto con i cittadini, svestendo i panni da ideologie spocchiose che portano solo al conflitto. La vergogna vera, sarebbe quella di sentirsi dire ve lo avevamo detto.
C.s. Rita Mularoni - Portavoce Comitato Pro-San Marino