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Giornata della Memoria, Segretario Renzi (Affari Esteri): "Punto di partenza e non di arrivo"

27 gen 2017
Giornata della Memoria, Segretario Renzi (Affari Esteri): "Punto di partenza e non di arrivo"
Il Segretario di Stato per gli Affari Esteri, Nicola Renzi, plaude alle numerose iniziative e agli appelli lanciati da San Marino nell’occasione del 72^ anniversario della liberazione dei deportati nei campi di concentramento di Auschwitz, celebrato dalle Nazioni Unite con la Giornata Internazionale della Memoria, e si associa al sentimento di unanime condanna ad ogni forma di genocidio.
Esattamente due settimane fa, intervenendo alla presentazione del volume “La meravigliosa bugia” sottolineò che ”La memoria da sola non basta: dobbiamo accompagnarla dal senso che vogliamo dare all’evento; essa, pur nel suo ruolo essenziale, guarda al passato, mentre l’educazione si rivolge al futuro e agisce sulla coscienza sociale, introducendo abiti mentali virtuosi”.
Di qui il ruolo che la Giornata celebrata in tutto il mondo deve assumere, con sempre maggior coinvolgimento della Comunità internazionale, oggi minacciata da fenomeni purtroppo crescenti di fondamentalismo e radicalizzazione. “Risulta indispensabile – ha proseguito Renzi - che i giovani maturino la piena consapevolezza dell’atteggiamento espresso anche dalla piccola Repubblica del Titano. […] Conoscere e riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto è fondamentale per riconoscere e valorizzare le coordinate adottate da San Marino in un passaggio storico cruciale del secolo scorso; ai giovani dobbiamo consegnare questi strumenti identitari per trasferire un’eredità di principi e di valori non negoziabili, necessari per affrontare le sfide del presente”.
Nell’assunto che ricordare e commemorare le vittime della Shoah non significhi affatto trascurare altri genocidi, né tantomeno stabilire inutili “priorità” tra stermini e dolori di un popolo piuttosto che di altri, il Segretario di Stato accoglie e condivide l’insegnamento tratto dalla memoria storica della Shoah, che non riguarda soltanto il popolo ebraico, ma l’umanità intera.
La Giornata della Memoria, nelle intenzioni dell’Organizzazione di New York che nel 2005 l’ha istituita, non vuole dunque ridurre a “evento” ciò che invece dovrebbe consolidarsi come prassi quotidiana. Le celebrazioni di oggi intendono riattualizzare una piena presa di coscienza, proporsi come punto di partenza e non di arrivo, per entrare in relazione con tutto ciò che non funziona nel nostro presente: con le nuove forme di prevaricazione dei deboli, con le guerre occulte, con le forme di discriminazione e di violazione dei diritti umani.
Questo è lo spirito con cui la Segreteria di Stato vuol ricordare, e non dimenticare, quella pagina oscura del secolo scorso che ha rappresentato una vera e propria battuta d’arresto al cammino della civiltà, nell’auspicio che sempre prevalga un’educazione all’alterità diffusa e concreta che possa neutralizzare ogni forma di estremismo.