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Selva, Upr su conferma vertici ISS

8 lug 2016
Selva, Upr su conferma vertici ISS
Selva, Upr su conferma vertici ISS
La decisione del Congresso di Stato di confermare la fiducia al Comitato Esecutivo ISS fino al 31 dicembre 2016 è sorprendente e permettetemi di dire un capolavoro di cerchiobottismo politico da incorniciare.
La Commissione Consiliare Permanente Sanità il 1° luglio aveva votato un ordine del giorno che dice:
“preso atto della decisione del Comitato Esecutivo dell’Istituto per la Sicurezza Sociale di rimettere al Congresso di Stato il proprio mandato; tenuto conto della comunicazione scritta della Consulta Sociale e Sanitaria del 6 giugno 2016 e della successiva audizione in Commissione; invita il Congresso di Stato a prendere atto della volontà del Comitato Esecutivo di rimettere il proprio mandato e a provvedere – in tempi brevi e nei modi più congrui – alla sua sostituzione nei termini di Legge, al fine di garantire la piena operatività dell’Istituto per la Sicurezza Sociale.”.
Quanto deciso ieri è molto lontano dalla deliberazione e “i tempi brevi e nei modi più congrui”, sono diversi i tempi, i modi e soprattutto il risultato finale.
Ma ciò che sorprende ulteriormente è il suggerimento dato da un partito di maggioranza su come gestire la fase di transizione con richiami evocativi a selezioni internazionali, che solo un anno fa si sono svolte in modo molto tortuoso e con un finale a sorpresa.
Il problema – e qui concordo con Francesco Mussoni – è politico, solo politico. Il Comitato Esecutivo ISS non può più rimanere al vertice della struttura, ha perso credibilità, sprecato occasioni, mostrato ripetutamente di non avere autonomia rispetto alla politica.
Negli ultimi 3 anni ricordo, si è celebrato un referendum sulla libera professione del personale ISS, si è assistito alla fuga dei medici, a disservizi nella riorganizzazione della medicina di base e farmacie, a polemiche su spostamento di ambulatori e apertura farmacie, a ripetuti comunicati stampa di Segreteria di Stato e Direzione ISS in cui si diceva tutto e il contrario di tutto, occupando giornalmente i media con gli annunci più disparati.
Nel giugno 2014 il Consiglio Grande e Generale ha discusso una mozione di sfiducia sul Segretario di Stato per la Sanità, poi nel giugno 2016, un documento molto pesante che evidenzia le criticità ISS e i difficili rapporti con la governance; da ormai un anno - l’opposizione nelle sue varie articolazioni - chiede che si ponga fine all'esperienza dalla Direzione ISS.
E’ evidente – anche per chi non segue la politica o si appassiona alle vicende ISS, che esiste un gigantesco problema con pesanti ripercussioni per il Paese. L’incapacità del Governo nel gestire il dossier ISS è manifesta. Si continua l’approccio già noto mostrato sul bilancio, su CARISP, su Banca Centrale, su Corpi di Polizia, su PA e sulle politiche di sviluppo.
Si va avanti zigzagando per continuare ad oltranza la Legislatura, rafforzando intanto posizioni personali nell’ottica della preferenza unica, si punzecchiando gli alleati per indebolirli o provocarli su temi sensibili.
Il risultato è evidente, siamo fermi in tutti i settori e da oggi per l’ISS si aprono mesi di incertezza e confusione, senza avere un approccio serio al tema. UPR ha presentato un Progetto di Legge per riorganizzare l’ISS, contenente trasparenza, selezione pubblica dei candidati, gestione condivisa con i dipendenti. Proposta concreta che come su Banca Centrale e mobilità sostenibile rimarrà lettera morta.
Mi dispiace che quanto detto dal Segretario di Stato per le Finanze e Bilancio e dai vertici di Banca Centrale su bilancio e sul sistema bancario nella recente seduta della Commissione Permanente Finanze, non abbia indotto consapevolezza e prudenza di fronte a una fase molto critica del Paese. Le decisioni, come quella assunta ieri dal Congresso, mortificano ogni sforzo dell’opposizione di porsi in modo costruttivo e fanno capire invece che il Governo è diventato ormai uno “zombie" e le Commissioni Permanenti sono solo un inutile orpello usato dal Governo come paravento.