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Siamo San Leo (lettera aperta)- Il recesso unilaterale del Comune di San Leo dall’Unione di Comuni Valmarecchia è come segare il ramo su cui si sta seduti.

18 giu 2020
Siamo San Leo (lettera aperta)- Il recesso unilaterale del Comune di San Leo dall’Unione di Comuni Valmarecchia è come segare il ramo su cui si sta seduti.

ALLE CONSIGLIERE E AI CONSIGLIERI DEL COMUNE DI SAN LEO
AL SINDACO DI SAN LEO
A TUTTE LE CITTADINE E I CITTADINI DEL COMUNE DI SAN LEO
A TUTTE LE SINDACHE E I SINDACI DELLA VALMARECCHIA
Il Sindaco Leonardo Bindi ha deciso di portare avanti ad ogni costo il recesso unilaterale del Comune di San Leo dall’Unione e dai servizi essenziali alle cittadine e ai cittadini che dovranno ora essere ricostruiti da zero. Non sono state valutate le reali conseguenze e gli effetti nefasti che la popolazione di San Leo e l’intera Valmarecchia sarà costretta a subire a causa di questa scelta. Anche il presidente della Provincia Santi, a proposito di ciò che sta accadendo analogamente in Valconca, afferma che“si tratta di una provocazione politica, priva di utilità economica o funzionale”. Vogliamo aggiungere nel nostro caso anche sterile quanto inutile e dannosa, come evidente a tutti. Nessuno nega che ci fossero delle criticità nell’Unione dei Comuni Valmarecchia, ma la soluzione non è ovviamente gettare alle ortiche tutto il lavoro fatto, bensì occorre rilanciare un percorso ragionato e razionale di riorganizzazione condiviso con i Comuni partner, che vedono oggi disattesi gli impegni presi. Ci sono fondi regionali dedicati al sostegno delle Unioni per la gestione dei servizi, con questo atto Bindi ci nega risorse fondamentali per la nostra città e il nostro territorio. È proprio il caso di dire che il nostro sindaco sta segando il ramo su cui è seduto, e questo di per sé non sarebbe grave, il problema è che tutti noi siamo seduti sullo stesso ramo. Prepariamoci ad un allungamento dei tempi dovuto alla riorganizzazione interna e a un aumento dei costi. Il personale resterà in servizio presso l’Unione e gli uffici comunali, già in affanno, soccomberanno sotto al carico di lavoro senza poter assicurare adeguati servizi. Se questo porterà vantaggio ai cittadini lo lasceremo giudicare a loro. Tutti i servizi verranno ridotti, in particolar modo quelli socio-assistenziali di aiuto e sostegno ad anziani, famiglie e giovani: ci sembra davvero un prezzo troppo alto per una battaglia politica centrata sull’ego di un sindaco. Anche sulla tempestività di questo atto ci sarebbe da riflettere, visto che arriva giusto in tempo per far svanire l’accordo strategico per le aree interne con la Regione Emilia-Romagna in dirittura d’arrivo che avrebbe portato in Valmarecchia investimenti per oltre 13 milioni di euro e che a questo punto sfumerà miseramente o comunque ci vedrà esclusi. Numerosi interventi diretti sono previsti sul nostro territorio (80.000€ per efficientamento energetico del Palazzo Mediceo, 80.000€ per realizzazione di un osservatorio geologico), oltre a investimenti strutturali condivisi (3.719.427€ per la Banda Ultra Larga in Valmarecchia, 90.000€ per il trasporto sociale, 300.000 € per attività formativa di educazione al paesaggio, 71.835€ per il potenziamento delle aule didattiche dedicate alla musica): vista anche l’inaffidabilità del nostro Comune, questi fondi vedranno quasi sicuramente una radicale riduzione o saranno del tutto cancellati. Perdere questo treno metterebbe a repentaglio l'intero percorso condiviso dai 10 Comuni, favorito dal lavoro dell'Assessorato regionale alla montagna e aree interne, senza alcuna certezza sull'assegnazione dei fondi. Le consigliere e i consiglieri sono stati informati di tale scenario tutt'altro che remoto? Perché non attendere la firma sull’accordo quadro? In questo momento di profonda crisi lo sbriciolamento di un’Istituzione, che è luogo di condivisione di scelte strategiche, e la rinuncia a importanti risorse è suicida, dobbiamo al contrario unirci, collaborare e tutti insieme rimetterci in piedi perché non sarà certo con l’isolamento che potremo uscire da questa situazione disperata. A tutte le consigliere e consiglieri che rappresentano la cittadinanza di San Leo chiediamo di agire in modo consapevole e responsabile e chiediamo di rispondere chiaramente a queste tre domande prima di esprimere un voto: - come si intenderà sopperire ai mancati trasferimenti regionali e statali veicolati ai Comuni attraverso l’Unione? - a quanto ammonta l’entità dell’impegno economico da sostenere attraverso le tasse dei cittadini di San Leo? - come si riorganizzeranno i servizi ora gestiti dall’Unione per garantire l’efficienza e i diritti di cittadine e cittadini? Visto che la risposta a queste domande riguarda in profondità tutte e tutti noi e il futuro della nostra città dal punto di vista tecnologico, turistico, dei servizi, della tutela dei giovani e degli anziani, crediamo che sia importante che chi intende votare sì risponda chiaramente e inequivocabilmente. Se non sapranno rispondere, o se per rispondere devono fidarsi ciecamente di quanto detto da qualcun altro, evidentemente abbiamo un grosso problema di visione del futuro. Si fermino piuttosto a riflettere e propongano alternative valide e condivise alla fuoriuscita unilaterale dall’Unione dei Comuni Valmarecchia, superando questa ondata sovranista ormai in caduta libera, ma che qualcuno cerca ancora disperatamente di cavalcare, indipendentemente dall’utilità e dal benessere di cittadine e cittadini. Tutti sappiano che la scelta che il Consiglio Comunale assumerà oggi peserà sul nostro domani. Quando cittadine e cittadini non avranno i servizi, quando verranno a meno le risorse, sarà difficile poter tornare indietro e chiedere aiuto ai Comuni dai quali adesso ci stiamo isolando.

Lettera aperta del gruppo consiliare “SiAmo San Leo”
Alessandro Tosarelli
Loris Camorani
Gianluca Campidelli