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Simone Celli replica a Guidi (C10): "Non voglio essere considerato il capro espiatorio"

23 ago 2019
Simone Celli replica a Guidi (C10): "Non voglio essere considerato il capro espiatorio"

Con un forte dispiacere leggo il nuovo attacco personale rivoltomi dal Consigliere Mattia Guidi. Non intendo alimentare una polemica inutile e infruttuosa, tuttavia sento il dovere di intervenire per difendere la mia dignità non solo politica ma anche e soprattutto personale. Nei giorni scorsi, dopo un lungo periodo di silenzio, da cittadino libero quale sono in questo momento della mia vita, ho deciso di diffondere una nota stampa per esprimere alcune riflessioni sul progetto politico – denominato Libera – lanciato da SSD, C10 e ReS. Mai mi sarei immaginato una simile reazione con cui sostanzialmente vengo persino invitato a restare fuori da questa iniziativa. Prendo atto. Però vorrei provare a rassicurare tutti coloro che ancora oggi sono ossessionati da me (e mi pare di capire che non siano affatto pochi…) e che mi considerano come un potenziale sabotatore di Libera. Le cose non stanno affatto così. Considero infatti questa iniziativa politica una eccellente intuizione e – come ho già affermato alcuni giorni fa – credo che vada portata avanti con coraggio, determinazione e senza alcun indugio. Ho sempre ritenuto prioritario il consolidamento del rapporto e della sinergia tra SSD e C10 e ancor di più oggi credo che in questo percorso aggregativo siano fondamentali l’energia, l’entusiasmo, la passione e la competenza che gli esponenti di C10, in questi anni, hanno messo a disposizione del paese e delle sue istituzioni. Durante la mia breve esperienza di governo, ho avuto molteplici occasioni per collaborare positivamente con i membri del gruppo consiliare di C10 e posso senz’altro affermare di aver maturato nei loro confronti profondo rispetto e sincera stima. Perciò se ci fosse eventualmente qualcuno che vuole “fare fuori” C10, lo sguardo andrebbe rivolto altrove e non verso di me. In merito alle accuse, alle critiche e ai sospetti riguardanti la mia attività da membro del Congresso di Stato, in via preliminare desidero precisare che, mentre ero Segretario di Stato per le Finanze, tutte le scelte compiute in campo bancario sono state sempre ampiamente condivise con i colleghi del Comitato per il Credito e il Risparmio e del Congresso di Stato. Va anche sottolineato che si sono tenute decine e decine di riunioni nell’ambito della maggioranza per confrontarsi sulle questioni più delicate e significative attinenti al sistema finanziario locale. Non intendo scaricare su altri responsabilità politiche che per ruolo ricoperto sono le mie e che peraltro mi sembra di essermi assunto abbondantemente, tuttavia non posso accettare una ricostruzione ingenerosa, fuorviante e superficiale. Mi sono preso in ogni circostanza le responsabilità derivanti dall’esercizio delle mie funzioni. Non mi sono mai nascosto dietro ad un dito o alle inefficienze altrui, ci ho messo sempre e comunque la faccia e ho dato tutto me stesso nell’esercizio dell’attività di governo. Probabilmente mi sono preso anche colpe non mie. Non voglio essere considerato un eroe, per carità, ma nemmeno il capro espiatorio di ciò che non ha funzionato nel corso della legislatura corrente. Non ho mai agito da uomo solo al comando o a titolo individuale e il mio comportamento ha sempre rigorosamente rispettato le indicazioni impartitemi da governo e maggioranza. Quando ho compreso che il terribile clima di conflittualità politica generatosi attorno alla mia figura stava mettendo a repentaglio la stabilità del paese e la tenuta di governo e maggioranza, non ho esitato un istante a fare un passo indietro. Senza essere sottoposto a indagini giudiziarie, senza essere citato in ordinanze del tribunale e senza che vi fosse alcuna richiesta esplicita dei gruppi di maggioranza, mi sono dimesso in totale autonomia dall’incarico di Segretario di Stato per le Finanze. Se avessi avuto indicibili interessi personali da difendere mi sarei aggrappato alla poltrona e avrei abbracciato la logica del “muoia Sansone con tutti i Filistei”. Invece no, mi sono fatto da parte per dare la possibilità a governo e maggioranza di proseguire il loro lavoro con più serenità e meno contrapposizione. Lo rifarei altre mille volte perché per me in politica i progetti vengono prima delle posizioni dei singoli e aver dato una ulteriore opportunità ad Adesso.sm rappresenta un reale motivo di orgoglio. Sono stati commessi errori? Non esito a riconoscerlo. Potevamo fare di più e meglio? Certo che si. È la vita a funzionare così, non solo la politica. Ma non sono assolutamente dell’opinione che tutto vada buttato via. Ricordo ancora con emozione ed orgoglio lo straordinario riconoscimento del nostro operato da parte di Mahmood Pradhan (Vice Direttore Esecutivo del Dipartimento Europeo del Fondo Monetario Internazionale) che in una intervista rilasciata alla Tv di Stato in data 22 giugno 2018 definì “fantastico” il lavoro compiuto dal governo.

Il recupero di credibilità verso il Fondo Monetario era stato possibile attraverso alcune scelte di fondo adottate dal nostro governo: - l’operazione verità sul bilancio di Cassa di Risparmio; - il completamento dell’asset quality review di sistema; - il progressivo adeguamento ai parametri di vigilanza bancaria previsti a livello europeo; - l’avvio di un processo di consolidamento del sistema finanziario locale superando le attuali inefficienze (riduzione costi di gestione, ricapitalizzazioni, accorpamenti, ecc.); - la gestione rigorosa della finanza pubblica e l’impegno alla realizzazione delle riforme strutturali (pensioni, IVA e riduzione della spesa).

Molte delle attività sopra elencate sono ancora in corso, altre hanno accumulato qualche ritardo, ma – al netto di errori, incomprensioni e incidenti di percorso – sono certo che la strada tracciata fosse, e ancora oggi sia, quella giusta per assicurare una prospettiva concreta, sostenibile e duratura alla comunità sammarinese. Un cenno infine all’ennesima accusa di connivenza con i poteri forti. Sui poteri forti e sui loro rapporti con la politica ci sarebbe da scrivere un trattato. Per cui in questa sede mi limito a segnalare che se qualcuno dispone di elementi che provano miei comportamenti che hanno illecitamente favorito gruppi imprenditoriali locali o esterni nell’esercizio delle mie funzioni di governo, non esiti a recarsi dall’Autorità Giudiziaria e a denunciarmi. Lo faccia e subito. Viceversa non è più tollerabile che si vada avanti con il chiacchiericcio da bar e con lo sputtanamento organizzato con metodo scientifico. È ora di farla finita con la cultura del gettare il dubbio, il sospetto e l’ombra, che non solo ha il difetto di allontanare l’opinione pubblica dalla verità ma ha la potenzialità di distruggere la vita di singole persone e intere famiglie.

c.s. Simone Celli