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SSD: "Prima la trasparenza ora le riforme"

5 feb 2020
SSD: "Prima la trasparenza ora le riforme"

Le preoccupazioni che il Fondo Monetario ha nuovamente evidenziato nel proprio report sono molto simili a quelle che noi abbiamo cercato di spiegare alla popolazione nel momento in cui abbiamo chiesto a tutte le forze politiche e sociali di unirsi per affrontare le difficili sfide che attendono il Paese. Non sarà facile ora affrontare con determinazione i problemi, dato che alcune forze del governo politico delle opposizioni hanno sempre negato l’esistenza delle problematiche in atto in alcune parti del sistema bancario, osteggiando il complesso lavoro di chiarezza che ha messo in evidenza, come sottolinea il FMI, non solo la quantità impressionante di NPL generati dalle banche, ma anche la scarsa qualità di altri attivi e di alcune gestioni. Non sarà facile anche perché gli interventi richiesti per uscire dalla crisi sono quelli che abbiamo indicato al Tavolo Istituzionale e sui quali è necessario trovare la condivisione di tutti gli attori, mentre la nuova maggioranza preferisce ritornare al vecchio metodo dei rapporti bilaterali fra associazioni e governo che non possono che generare squilibri dettati dagli interessi particolari delle categorie. La chiarezza sul sistema bancario e l’evidenza delle sue vere problematiche, una discreta crescita del PIL in rapporto ai Paesi vicini dovuta anche alle aperture che hanno generato notevole crescita occupazionale, la stabilità di Banca Centrale che ora riesce a svolgere con più efficacia le attività di controllo e ha potuto ripristinare le proprie riserve di liquidità, rappresentano segnali importanti che abbiamo messo a disposizione del Paese e che ci auguriamo il nuovo Governo utilizzi al meglio. Per farlo occorre determinazione nel definire gli interventi necessari per uscire dalla crisi:
- Piano di intervento sul sistema bancario (ricapitalizzazione, efficienza gestionale, soluzione sistemica al problema degli NPL);
- Piano per la finanza pubblica (miglioramento del sistema delle entrate fiscali, passaggio al regime IVA, spending review e riduzione del disavanzo dei fondi previdenziali);
- Accelerazione del percorso di associazione all’Unione Europea.
Per sostenere questo percorso sarà, come dice il Segretario Gatti, anche necessario ricorrere ad un finanziamento estero, ma su questo aspetto sottolineiamo come tale decisione debba essere assolutamente presa solo dopo l’attuazione delle riforme strutturali (Pensioni ed Iva prima di tutto) capaci di riportare in equilibrio il bilancio dello Stato affinché si sia in grado di restituire il prestito che si dovrà richiedere. Nonostante la scelta scellerata di formare, in una fase di grave difficoltà per il Paese, un governo politico che ci auguriamo non inizi ad alimentare lo scontro fra poteri che tanti danni ha generato all’economia e alle istituzioni, nel caso le politiche verranno orientate a risolvere i problemi, SSD darà il proprio contributo.

c.s. SSD