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Targhe estere: Comites ed Ucs insieme per supportare una rapida soluzione del problema

31 gen 2019
Targhe estere: Comites ed Ucs insieme per supportare una rapida soluzione del problema
L’articolo 29 bis del Decreto Sicurezza italiano che ha introdotto il divieto di circolazione per veicoli con targa straniera guidati da chi è residente in Italia da oltre 60 giorni sta creando non pochi problemi a San Marino.
Infatti imprese, lavoratori frontalieri e privati cittadini costretti per diverse ragioni (familiari, di studio, di sicurezza, di lavoro o di salute) a lasciare condurre le proprie automobili da chi risulti residente in territorio italiano, rischiano una sanzione pecuniaria da 712 a 2.848 euro, seguita da fermo amministrativo del mezzo e 180 giorni di tempo per mettersi in regola - scrivono in una nota Alessandro Amadei, Vicepresidente del Comites San Marino e Francesca Busignani, Presidente dell’Unione Consumatori Sammarinesi

A tal proposito gli organi Direttivi del Comites San Marino e dell’Unione Consumatori Sammarinesi si sono incontrati per creare sinergie operative che possano essere utili alla soluzione del problema. In tale prospettiva Comites San Marino ed UCS hanno deciso di raccogliere, UCS in accordo con la Segreteria di Stato agli Affari Esteri, le segnalazioni e di stilare un elenco di tutte le casistiche a loro presentate da inviare alla Segreteria di Stato.
L’impegno che si è assunto il Comites San Marino è anche quello di inviare al Governo italiano le segnalazioni ricevute, auspicando un suo intervento diretto a neutralizzare gli effetti negativi che la norma sta causando a San Marino, eventualmente con un provvedimento riparatore che potrebbe arrivare con il decreto semplificazioni in fase di elaborazione.
Il numero di segnalazioni pervenute finora ci fa capire la gravità e l’entità del fenomeno e le drammatiche ripercussioni che si sono venute a creare nel tessuto economico e sociale sammarinese - afferma Amadei.
Nemmeno la circolare esplicativa emanata giorni fa dal Ministero dell'Interno italiano potrà risolvere il problema, poiché per modificare il Decreto Sicurezza serve una fonte normativa equivalente che dia la possibilità di guidare mezzi targati RSM a chi lavora o ha ditte a San Marino e a chi è affine e/o parente residente in Italia, fino ad un grado idoneo, con un sammarinese – afferma il Presidente UCS.

Comites San Marino
Unione Sammarinese UCS