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Trasparenza sui beneficiari, Rete: "Ennesimo escamotage!"

5 mag 2015
Trasparenza sui beneficiari, Rete: "Ennesimo escamotage!"
Trasparenza sui beneficiari, Rete: "Ennesimo escamotage!"
C'è chi è soddisfatto, chi lo è meno e chi non lo è per niente, come ci sarà chi dirà che, tutto sommato, si tratta di un piccolo passo avanti che meritava tante concertazioni.
La verità, per noi, è che il regolamento sui beneficiari effettivi è un escamotage utile a salvare il salvabile, degno segnale di una politica che se fa passettini avanti, li fa solo su pressioni e perché costretta, ma la sua preoccupazione rimane sempre quella di difendere i potentati costituiti di cui è parte integrante. Per i nostri governanti conta solo continuare a fare business personali nascostamente, altrimenti che problema ci sarebbe a pretendere piena trasparenza negli assetti proprietari delle società?
Non fatevi fregare: chi non vuole questa trasparenza ha interessi a lasciare tutto oscuro, forse perché coinvolto oppure riconoscente per favori ricevuti... non ci sono ragioni di privacy che tengano: basta!
Entro il 31 marzo il Congresso era chiamato a presentare un regolamento che rendesse trasparenti i veri beneficiari delle imprese che prendono soldi dallo Stato oppure partecipano ad appalti pubblici. Finalmente, si diceva, sarebbero emersi i nomi di chi sta in tutte le staffe, i burattinai (politici, palazzinari, affaristi, prestanome ecc) che orientano i risultati delle gare d'appalto a loro favore... niente di tutto questo!
Il regolamento stabilisce invece che solo chi vince una gara d'appalto o riceve soldi dallo Stato debba depositare una dichiarazione di chi è beneficiario persona fisica di quell'attività. Questo però non avviene se: 1) la società è quotata in borsa; 2) la società ha più di 20 soci; 3) l'appalto di servizi è inferiore a 15.000 euro; 4) l'appalto per opere pubbliche è inferiore a 50.000 euro.
E se viene fatta una dichiarazione non veritiera? Niente: non è prevista alcuna pena né sono previsti accertamenti sui dati dichiarati, così come non è previsto alcun adempimento per gli appalti e i benefici concessi a società e banche ancora in corso. Figli e figliastri, è ovvio!
Che succederà se invece di fare un appalto da 60.000 euro, un'azienda decidesse di farne due da 30.000? Semplice, si aggirerebbe il regolamento.
Rimarchiamo che è la quantità di appalti, non la loro entità a creare i problemi. Tantissimi piccoli appalti vengono dati a amici degli amici spesso senza formali procedimenti amministrativi. Abbiamo segnalato ormai da 3 anni ad un Segretario alcune anomalie, ma ovviamente si è ben guardato dall'intervenire... ci auguriamo che prima o poi riesca a farlo il tribunale o la polizia giudiziaria, perché anche in Italia si sono accorti che gli appalti sono un buco nero di corruzione ad ogni livello, mentre da noi si continua a fingere che gli angeli siano sessuati!
Non ci stupiamo, sia chiaro. Da lungo tempo sappiamo che questa politica dei passettini non porta ad altro che a perdere tempo, a rimanere reduci del passato.
Finché ci sarà questa classe politica pensare che verranno fatti, in questa direzione, passi avanti è da ingenui.
Quando è stato discusso questo articolo in finanziaria RETE era già uscita dall'aula, in seguito all'articolo indecente sull'indennità di malattia di cui ora, 4 mesi dopo, si interessano anche gli Stati esteri per via della sua iniquità.
Chi è rimasto in aula ha tentato di patteggiare un qualche tipo di intervento sulla trasparenza, ma evidentemente da quell'orecchio i nostri comandanti ciechi non ci sentono.
Ora si può dire che il governo è riuscito ancora una volta (chissà quanto si devono sforzare!) a stravolgere il senso dei principi espressi in finanziaria, a scrivere una norma che lasci modo agli amici di bypassare il problema, e quando il “problema” si chiama “trasparenza” c'è qualcosa che non va.
C'è poco da dire e da fare: finché a governare il paese ci saranno persone interessate a tenere il vaso di pandora bello chiuso, ogni proposta sensata e ogni patteggiamento sono solo chiacchiere al vento.
Di fronte a irresponsabili interessati, che agiscono contro gli interessi della cittadinanza, ha senso solo la lotta: inutile parlare coi sordi!

Comunicato stampa
Movimento R.E.T.E.
Rinnovamento Equità Trasparenza Ecosostenibilità