Ucs: "Tentativo di riscossione sanzioni con procedure non in linea con quelle concordate e vigenti fra San Marino e Italia"

"Il consumatore non può pagare oneri aggiuntivi per sanzioni mai notificate, auspichiamo si trovi la soluzione in merito"

Ucs: "Tentativo di riscossione sanzioni con procedure non in linea con quelle concordate e vigenti fra San Marino e Italia".

Dopo l’arrivo di innumerevoli contravvenzioni inviate da diversi Comuni, elevate in Italia e recapitate a cittadini o residenti a San Marino a fine 2020, Unione Consumatori Sammarinesi – UCS, si era subito interfacciata con diversi uffici e con la Segreteria DI Stato per gli Affari Esteri per fare chiarezza e per chiedere se fosse possibile ci fosse un’interazione fra Ministero italiano e Segreteria sammarinese omologa, al fine di sanare la situazione. Si sono subito attivati, subendo purtroppo uno stop forzato causato dal cambio di Governo italiano su questa dinamica, tant’è che nell’ultimo incontro con le associazioni Consumatori, tenutosi la settimana scorsa, Il Segretario di Stato ci ha assicurato che questa problematica sarebbe stata oggetto di confronto all’interno degli incontri romani di questi giorni. Oggi apprendiamo dalla stampa che altri comuni, compreso Riccione, vogliono intraprendere la strada della notifica diretta o tramite studi legali ai residenti in Repubblica. Non disquisiamo assolutamente sul “DOVERE” di pagare una sanzione, se reale ed elevata correttamente, ma visti gli accordi bilaterali con la stessa Italia ad oggi vigenti, che sanciscono la notifica non diretta al consumatore, le procedure avviate dai Comuni non sembrerebbero rientrare nell’alveo degli accordi fra i due Stati. Capiamo la necessità dei Comuni di rientrare delle cifre che a bilancio probabilmente risultano negli attivi e che invece non hanno in cassa, ma a tutela dei consumatori riteniamo che: un Comune non possa bai passare degli accordi Internazionali; un consumatore, che per problemi organizzativi o di altra natura, non ha mai ricevuto con la procedura corretta la sanzione, non possa accollarsi anche gli oneri di mora o di riscossione tramite parti terze; un consumatore, che per problemi organizzativi o di altra natura, non ha mai ricevuto con la procedura corretta la sanzione, non possa non avvalersi della facoltà di contestarla a causa del lasso di tempo, anni, trascorso fra la sanzione e la notifica. Auspichiamo pertanto che negli incontri che intercorreranno fra i nostri Membri di Governo e quelli Italiani, si trovi la quadra per sanare la situazione pregressa e per attuare protocolli bilaterali che non producano più tali distorsioni.

c.s. UCS
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