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Una doverosa risposta alla lettera della corrente di minoranza "area democratica"

14 ott 2019
Una doverosa risposta alla lettera della corrente di minoranza "area democratica"

La lettera che “Area Democratica”, la corrente di minoranza nata in SSD contro la decisione del Consiglio Direttivo di dare vita alla lista unitaria “Libera”, contiene una serie di contraddizioni che fanno dubitare possa essere stata scritta da compagni che hanno condiviso con noi questi difficili anni. La prima e più evidente riguarda il contrasto che viene espresso contro la linea che SSD ha deciso fin dalla sua assemblea costituente, poi confermata dal Congresso. Proporre un percorso di unità con Civico 10 e con quelle forze della sinistra che si sarebbero rese disponibili a condividere le nostre politiche, non è infatti un’invenzione di oggi. La seconda contraddizione riguarda la pretesa che il gruppo “area democratica” voglia rappresentare la sinistra del partito: i like che alcuni di loro inviano a chi attacca pesantemente il sindacato ci pare vadano proprio nella direzione della destra intransigente, piuttosto che a favore di chi intende costruire un dialogo con le forze sociali. Ma la contraddizione più forte e inammissibile, riguarda la richiesta che i Segretari di Stato, non debbano candidarsi alle prossime elezioni. Per quanto riguarda uno, che compare fra i firmatari, il motivo è semplice: probabilmente lo ha deciso lui stesso. Ognuno è libero di farlo. Per quanto riguarda il Segretario agli Interni, Guerrino Zanotti e alle Finanze, Eva Guidi la questione è più seria e complessa. Zanotti è stato colui che per primo ha messo in risalto i limiti dell’alleanza di governo nel momento in cui ha constatato che i problemi del Paese non si potevano affrontare senza un consenso più ampio non solo politico, ma soprattutto delle forze sociali. Una posizione che SSD ha sempre condiviso. Risulta oggi chiaro che i firmatari non erano d’accordo con questa analisi e quindi idealmente più vicini a quella parte di maggioranza contraria al percorso di pacificazione e ancora, nonostante tutto, propensi ad affrontare i problemi mantenendo alto il livello di conflittualità sociale. Così come è accaduto nella prima parte della legislatura. Per quanto riguarda il Segretario Eva Guidi, la questione è ancora più grave. La sua gestione ha rappresentato infatti una vera e propria svolta che ha consentito di difendere dagli attacchi Banca Centrale nel momento in cui è iniziata l’ispezione a banca Cis. La difesa dei vertici ed in particolare del Presidente di Banca Centrale si è trasformata in un braccio di ferro molto evidente nella maggioranza e la volontà di Eva Guidi, ha trovato nell’alleanza fra SSD e Civico 10, il necessario supporto per impedire la rimozione dei vertici di Banca Centrale e procedere a disinnescare i pericoli rappresentati da Banca Cis. Braccio di ferro che si è manifestato anche nella fase di risoluzione della crisi, contrastando chi voleva a tutti i costi vendere ai “Francesi” il Cis nonostante questi potenziali acquirenti non avessero i necessari requisiti nel garantire l’affidabilità dell’operazione d’acquisto, né tanto meno avessero dimostrato di essere in grado di sostenere un deficit patrimoniale prossimo ai 100 milioni di euro. La conseguenza nel caso della vendita era ovvia, si sarebbero impedite le azioni di responsabilità nei confronti di chi si è reso responsabile di quel disastro. Chiedere che Eva Guidi non si presenti alla prossima consultazione elettorale potrebbe essere interpretato come atto di sfiducia verso un Segretario di Stato che ha dimostrato coraggio nel battersi contro quei poteri che da decenni ottengono vantaggi incontrastati da parte dello Stato. Infine fra i firmatari della lettera ci sono anche alcuni detrattori del Tavolo Istituzionale, cioè di quel percorso che finalmente la Repubblica ha deciso di perseguire nel trovare soluzioni condivise alla gravissima crisi in atto. Anche questo ottenuto grazie alla collaborazione di SSD con Civico 10 ed il supporto essenziale dei Segretari di Stato Eva Guidi e Guerrino Zanotti. Sinceramente non capiamo cosa abbia mosso i sei di area democratica a mettere il loro nome in calce a quella lettera che non può che essere interpretata come atto teso a bocciare la politica di Zanotti e della Guidi e quindi del gruppo dirigente di SSD, nonché quella di bloccare il percorso di “Libera”, un progetto politico aggregativo che unisce i democratici e i riformisti e si rivolge alla società civile. Se quelli della nascente corrente intendono portare avanti temi specifici, ciò rientra nel nostro statuto ed è pienamente legittimo, ma non è legittimo il loro tentativo di imporre condizioni e fare ricatti al partito, per metterlo in difficoltà. Ciò è inaccettabile. Ci auguriamo pertanto che la lettera venga riscritta, magari questa volta con maggiore consapevolezza di chi l’ha sottoscritta e meno ascolto a chi sta dietro alle quinte di questo tentativo poco onorevole di bloccare la nascita di Libera. La Segreteria di SSD