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Unione Consumatori Sammarinesi, ASDICO e Sportello Consumatori: dobbiamo credere nel futuro di San Marino

25 mag 2020
Unione Consumatori Sammarinesi, ASDICO e Sportello Consumatori: dobbiamo credere nel futuro di San Marino

Fiducia, coesione sociale, nuovi investimenti, semplificazione delle norme, certezza del diritto, lotta decisa all’evasione e all’elusione fiscale, controllo dei prezzi e sanzioni per i furbetti che li aumentano, garanzia del reddito per le famiglie, combattere le nuove povertà: la ripresa del Paese passa attraverso questi capisaldi. San Marino è stato colpito dalla pandemia in un momento di massima fragilità: Governo appena insediato, comparto bancario con forti criticità, un pesante debito pubblico, una burocrazia e a volte con norme poco chiare; insomma un sistema economico in difficoltà che sconta anni di crisi, di bassa crescita, di mancanza di progetti economici di ampio respiro. Questo contesto negativo ha preoccupato nel tempo in modo crescente i consumatori/cittadini di questa Repubblica. L’emergenza sanitaria e le incertezze sul futuro rendono la situazione ancora più complicata.
ASDICO, UCS e Sportello Consumatori ritengono che nei momenti di incertezza e precarietà, di preoccupazione per il futuro, sia indispensabile dare al Paese una “scossa” positiva, una iniezione di fiducia e di positività. Non è certamente questo il momento di pensare ad un incremento del carico fiscale, a tassazioni straordinarie o ad altri meccanismi di impoverimento del consumatore, come ad esempio deprecabili interventi generalizzati straordinari a danno delle famiglie e del “risparmio privato” o ipotesi similari.
Se il problema è voler aggredire i grandi evasori fiscali, ed è un obiettivo lodevole, ci sono strumenti più efficaci, come – ad esempio - l'utilizzo dei database relativi allo scambio di informazioni che ci permettono oggi di incrociare dati prima non disponibili con l’Italia e con i Paesi convenzionati. Bisogna implementare la cooperazione con Banca d’Italia; che oltretutto sarebbe utile per altre situazioni. Si devono attivare rapporti stretti col MEF e con la BCE.
Appare sin troppo chiaro che questa ulteriore criticità per il nostro “sistema Paese” va assolutamente evitata. Non possiamo permetterci che, a causa del diffondersi di notizie di eventuali prelievi forzosi, prenda il sopravvento e si diffonda un sentimento negativo e di sfiducia nei cittadini-consumatori-risparmiatori-lavoratori-famiglie. Tutto ciò avrebbe senza dubbio un effetto domino negativo anche nei confronti del sistema bancario ed economico, compromettendo le prospettive future e la fiducia degli imprenditori-investitori nel nostro Paese. Gli ipotetici provvedimenti straordinari a carico dei risparmiatori provocherebbero, come effetto immediato, una perdita di fiducia nel sistema, incentiverebbe la tendenza a portare fuori territorio i risparmi di chi li ha qui. Sarebbe un ostacolo per il rientro dei capitali detenuti legalmente fuori territorio e sarebbe un forte disincentivo per tutti coloro che dall’estero volessero investire nel nostro Paese.
L’eventuale approssimazione nelle valutazioni delle possibili soluzioni o nell’emanazione di Leggi e norme, con particolare riguardo alla sottovalutazione della componente emotiva e psicologica nella cittadinanza e di sottovalutazione della percezione esterna del nostro Paese, porterebbe inevitabilmente ad un aggravamento della crisi economica, al venir meno di prospettive di rilancio dell’economia e ad un ulteriore spinta verso una decrescita che qualcuno definisce eufemisticamente ”felice”, ma che di felice non ha proprio nulla. Bisogna far sì che il superamento dell’emergenza sanitaria e l’uscita dalla crisi sia “esplosiva” in senso positivo, questo vuol dire pensare subito a come creare condizioni per uscirne credendo nel nostro Paese, investendo al nostro interno e cercando investitori che portino liquidità nelle nostre banche e linee di credito internazionali sostenibili ed a lungo termine. Servono iniezioni di liquidità a fondo perduto o, perlomeno, a tassi contenuti se non vogliamo mettere a rischio la sostenibilità del nostro debito pubblico. Gli organismi internazionali possono supportarci ed il Governo ha creato un tavolo di confronto sullo sviluppo, con esperti delle diverse materie.
A questo tavolo le Associazioni dei Consumatori, per quanto di loro pertinenza e facendo tesoro dei suggerimenti che giornalmente raccolgono, proporranno e valuteranno interventi per offrire nuove opportunità, rimuovere ostacoli e avviare un nuovo ciclo di sviluppo sia sul piano sociale che economico e ambientale. La soluzione alla crisi non può essere certamente quella di impoverire i cittadini e le famiglie, la situazione del Paese non si sana creando sfiducia, incertezza e povertà. Non si creano i presupposti per il rilancio post crisi sanitaria Covid-19 con la mentalità e con i provvedimenti straordinari con cui si sono purtroppo, a volte, affrontate, anche nel recente passato, le precedenti crisi.
Occorre comunque reperire immediatamente le risorse necessarie per finanziare gli interventi previsti dal Fondo straordinario di recente costituzione: le famiglie e le imprese più in difficoltà non possono aspettare ancora. Dopo tre mesi di riduzione sostanziale del reddito e senza una prospettiva di recuperarlo nel breve termine, alle promesse devono seguire i fatti.
Oggi, più che in passato, è a rischio la sopravvivenza del nostro sistema economico e sociale, c’è il pericolo di ipotecare pesantemente il futuro di tante famiglie, cittadini e consumatori di San Marino. UCS, Asdico e Sportello Consumatori ribadiscono: serve investire in progetti concreti e sostenibili, serve ridare fiducia e prospettiva alla nostra Repubblica.

Comunicato stampa
ASDICO - Augusto Gatti
Unione Consumatori Sammarinesi - Francesca Busignani
Sportello Consumatori - Ivan Toni