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Uno di noi plaude alla nuova legge per sostenere le donne sole in stato di gravidanza

22 nov 2022
Uno di noi plaude alla nuova legge per sostenere le donne sole in stato di gravidanza

La scorsa settimana il Consiglio Grande e Generale ha approvato all’unanimità una nuova legge che fornisce “forme di sostegno” alle “donne sole in stato di gravidanza”. L’Associazione Uno di Noi, senza voler entrare nel merito se si poteva fare di più o meglio, vuole esprimere pubblicamente il proprio plauso a questa iniziativa legislativa che, lungi dal paternalismo che qualcuno ha voluto strumentalmente leggerci, ha finalmente rappresentato un primo importante passo per dare concretezza al tanto sbandierato principio del “valore sociale della maternità”. Se la maternità, come da tutti riconosciuto, ha anche un valore sociale e non è solo un fatto privato (o addirittura una questione anatomica femminile), la società civile, e per essa lo Stato, ha il pieno diritto, oltreché il dovere, di individuare e mettere a disposizione delle donne in difficoltà ogni strumento utile a “supportarle nella scelta consapevole della genitorialità”, che resta pur sempre “una scelta”. Un approccio autenticamente “pro-choice” dovrebbe leggere in questo intervento legislativo una misura a tutela della effettiva libertà di scelta delle donne sole o in difficoltà, che, in assenza di sostegno, potrebbero “ripiegare” (e non “scegliere”) sull’interruzione volontaria di gravidanza solo perché costrette da difficoltà economiche, occupazionali o abitative. Un approccio autenticamente “pro-choice”, non arenato su ideologie sessantottine, dovrebbe plaudire anche all’ultima disposizione di questa legge, che interviene per depenalizzare la scelta di quella donna che, non volendo né fare da madre né essere la carnefice di quel bambino, rifiutando (in piena libertà) anche gli aiuti concreti offerti da questa legge, decida di partorire nell’anonimato e di affidare sin dalla nascita la propria creatura alle cure del personale ospedaliero, consentendone così l’immediata adottabilità. Insomma una terza opzione concessa alle donne, quella che, in campagna referendaria, avevamo definito la via del “dono”, capace di coniugare, ove occorresse, la libertà di scelta (della donna) con il diritto alla vita (del nascituro) e con il valore sociale della natalità. Cosa c’è di paternalistico o di statalista in tutto questo? Come può tutto questo essere letto come una minaccia alla libertà di scelta della donna e non invece una garanzia della sua effettività? Perché quando è rivolto alla donna che ha deciso di abortire, allora l’aiuto dello Stato (gratuita assistenza medica, farmacologica e chirurgica, sia in territorio che fuori) è giusto, anzi doveroso, mentre quando è rivolto alla donna che, pur in oggettive difficoltà, ha deciso per la maternità, allora non sarebbe vero aiuto ma solo ingerente paternalismo di ispirazione conservatrice? Perché tutta questa paura di scoprire che, con un po’ di concreta vicinanza a queste donne, molte di queste scelgano poi di non abortire? Se anche un solo bambino nascesse l’anno prossimo a San Marino grazie a questi nuovi aiuti, o grazie alla previsione del parto in anonimato, scampando all’IVG, nonostante ora (grazie alla 127) sia divenuta una ordinaria prestazione mutuabile, non sarebbe un motivo di gioia per tutti e di soddisfazione per la Comunità Sammarinese? Dove sta il problema? Sarebbe invece preferibile che fosse immolato sull’altare di un femminismo ideologico al punto da arrivare a preferire che la donna non venga aiutata dallo Stato, attraverso le strutture professionali a ciò preposte, ma venga piuttosto lasciata sola, nella sua “libertà” di scegliere (unicamente) la soluzione che le appare la più sbrigativa? Poco importa se tra i politici che hanno approvato questa legge ve ne fosse qualcuno che crede di aver così posto eticamente riparo alla sua votazione favorevole alla 127, ciò che conta, ed è per noi motivo di grande soddisfazione, è sapere che questa legge è stata approvata all’unanimità dal Consiglio Grande e Generale, così come constatare che finalmente, grazie a questa legge, si è fatto un passo concreto a tutela del diritto alla maternità di tutte le donne, anche di quelle sole o in difficoltà; ci dispiace che le critiche siano venute da chi dovrebbe essere sempre a fianco delle donne.

 ASSOCIAZIONE UNO DI NOI






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