"Uno stato laico e aconfessionale come è la Repubblica di San Marino, non deve essere censore"

"Uno stato laico e aconfessionale come è la Repubblica di San Marino, non deve essere censore".

A pochi giorni dall’inizio di una campagna referendaria che si preannuncia dura e “senza esclusione di colpi”, desideriamo esprimere alcune considerazioni in merito. Riteniamo che la celebrazione di questo referendum, e ce ne prendiamo piena responsabilità, in primis sia un fallimento della politica che non ha saputo cogliere la possibilità di esprimere una legislazione equilibrata che potesse regolare a 360° l’argomento. Tra l’altro questo è solo uno dei primi grandi temi etici che riguardano i diritti civili delle persone, che compare sull’agenda politica e che la cittadinanza ci chiamerà a valutare e regolamentare. Delegando ad un quesito referendario, che si esaurisce in poche parole, si è depauperato il senso stesso del referendum portando a ridurre il relativo confronto ad “aborto si o aborto no”.  Ci auguriamo, invece, che questo referendum sia l’occasione per riaprire la partita politica e licenziare una serie di leggi e provvedimenti che affrontino i problemi in maniera più ampia e completa.  Per una donna la scelta di abortire non è mai una scelta facile, in qualunque caso porta con sé conseguenze psicologiche e morali che nessuno può giudicare né tantomeno punire. Uno stato laico e aconfessionale come è la Repubblica di San Marino, non deve essere censore e giudicante e nei peggiori dei casi punitivo, ma deve creare le condizioni sociali e sanitarie per accompagnare i propri cittadini in questa scelta che è e deve rimanere una scelta del tutto personale. Noi vorremmo che per questo argomento e per altri temi che riguardano i diritti civili (disabilità, fine vita, ecc.), il nostro Stato possa, attraverso i servizi sanitari, assistenziali, politiche sociali e famigliari, promuovere misure ed iniziative volte al rafforzamento del benessere della persona. Come sempre, quando la cittadinanza è chiamata alle urne, sarà importante la partecipazione consapevole. Per questi motivi e aperte al confronto che seguirà dal risultato, noi al referendum del 26 settembre voteremo SI.

Consiglieri indipendenti Sandra Giardi Grazia Zafferani

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