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USC: Chi ha scippato il paese?

30 set 2019
USC: Chi ha scippato il paese?

Dall’inizio di ogni crisi, i vari governi hanno preferito sfruttare e mettere mano alle riserve del Paese evitando sempre di “toccare” i settori che dal loro punto di vista sono “Intoccabili”. Ora cercano di ottenere la nostra condivisione per “affossare” tutto il Paese?
L’USC non crede che tutto questo disastro sia avvenuto negli ultimi anni e non crede neanche che nessuno ne fosse a conoscenza. Ci chiediamo: perché chi era nella stanza dei bottoni o all’interno delle organizzazioni non ha lanciato l’allarme a tempo debito?
Le associazioni di categoria, al contrario, hanno sempre denunciato le difficoltà che le imprese stavano affrontando soprattutto nei settori cardine del sistema Paese.
Il cambiamento, le imprese, l’hanno vissuto all’interno dell’operatività della gestione quotidiana delle proprie aziende, come, difficoltà di accesso al credito e l’impossibilità di dialogare con la vicina Italia; non hanno perso nessuna occasione di denunciare, ai vari governi, chiedere motivazione, successive risoluzioni delle problematiche e che cosa stesse succedendo.
Risposte: non c’erano problemi, non c’erano dati su cui poter ragionare e avremmo dovuto mantenere un profilo basso.
Nel frattempo, le poche convenzioni esistenti, anche con la vicina Italia, stavano scadendo e nessuno si stava preoccupando di rinegoziarle.
Per completare il quadro stava emergendo un vuoto legislativo interno, a nostro avviso, imbarazzante sotto tutti i punti di vista.
E’ mancato il coraggio e la lungimiranza, da parte di tutte le istituzioni, di fermarsi a ragionare e capire quali fossero le cause impattanti che ci stavano portato a questo punto di non ritorno. Scusate: ma viste le grandi “professionalità” ingaggiate per vari scopi e strapagate dai vari governi, c’era bisogno di aspettare le visite del Fondo Monetario Internazionale per farci dire quello che le associazioni di categoria hanno già anticipato in tempi non sospetti?
Da anni l’unica volontà è stata di nascondere gli “scippatori” delle risorse di questo Paese, infatti solo a disastro avvenuto veniamo a conoscenza che gli NPL del nostro Paese sono i più alti al mondo. Chi ha permesso tutto questo? Quante risorse sono state utilizzate del fondo pensioni? Quante risorse dello Stato sono state scippate per il sistema bancario?
E’ arrivato il momento, a CGG sciolto, di mettere TUTTE le carte in tavola a disposizione della collettività, senza “nascondersi” dietro a false condivisioni o inventarsi tavoli istituzionali, che di istituzionale non hanno nulla.
Siamo esausti, e qui crediamo di parlare per tutte le Associazioni, di partecipare a tavoli inutili e ripetere sempre le stesse cose da anni senza mai essere presi in seria considerazione. Neanche i tanti documenti presentati alle istituzioni hanno sortito effetto. Chiediamo alla prossima legislatura, chiunque la rappresenterà, di avere il CORAGGIO e la VOLONTA’ di iniziare un percorso serio per una rivisitazione concreta di tutti gli aspetti o argomenti o capitoli del bilancio dello Stato.
Crediamo fermamente che il Governo di uno Stato non debba essere succube di alcuna organizzazione ma debba, invece, analizzare i costi e i benefici come un qualsiasi padre di famiglia che si rispetti.
Diciamo basta ai “super gettoni”, ai doppi incarichi, al mantenimento di “stipendi fissi”, a privilegi dati ad un settore piuttosto che ad un altro, alle considerazioni e privilegi dati a “grosse” aziende piuttosto che ad altre, agli slogan dati in pasto alla cittadinanza del tipo :“colpiamo e facciamo pagare i veri debitori” quando a pagare saranno sempre i soliti, i CITTADINI. Basta agli slogan ELETTORALI. Basta alle PROMESSE mai mantenute e utilizzate solo ed esclusivamente per mantenere le poltrone che non vi appartengono.
Secondo il Fondo Monetario la mala gestione del Paese ha portato:
Ad un rapporto debito Pil del 85% e ad un debito che ammonta a 1,2 miliardi di Euro con nessuna prospettiva di crescita immediata o prossima; ad una liquidità che non è dato sapere con certezza quanto sia la reale autonomia della stessa. Crediti d’imposta concessi a pioggia; recupero di perdite, spalmate su tutto il sistema Paese, considerate “sbagliate”. Non è più possibile posticipare la necessaria ristrutturazione globale di tutti i settori e la necessaria razionalizzazione di ogni minima spesa pubblica. L’immobilismo ha prodotto un unico risultato: siamo considerati, dagli organismi internazionali, un paese di incompetenti e incapaci.
Se questo era l’obiettivo, l’avete raggiunto!

Comunicato stampa
Unione Sammarinese Commercio e Turismi