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Verso il decreto sull'inclusione lavorativa delle persone con disabilità

30 mar 2017
Verso il decreto sull'inclusione lavorativa delle persone con disabilità
La Commissione Sammarinese per l’attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite per i diritti delle persone con disabilità apre un confronto con le istituzioni, le forze sociali e imprenditoriali, i servizi, le associazioni e le cooperative sociali
per dare al Paese una normativa giusta per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità.
“Uno sguardo al passato e al presente per un futuro veramente inclusivo”


La Commissione CSD ONU è al lavoro con l’intento di riaffermare il riconoscimento delle pari opportunità sociali e la rimozione degli ostacoli che limitano la libertà e il pieno sviluppo della persona umana, nonché il riconoscimento del diritto al lavoro e della promozione di tutte le condizioni che rendano effettivo questo diritto, affinché non rimangano una pura enunciazione ideale, ma siano parte fondamentale di ogni azione politica che concretamente possa garantire la loro effettiva esigibilità, così come fortemente riaffermato dall’art. 27 Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e dall’art 23/4 della “Legge quadro 2015 n. 28 per l’assistenza, l’inclusione sociale e i diritti delle persone con disabilità”.
Per ognuno di noi il lavoro ha un profondo valore perché offre la possibilità di autorealizzarsi, di rivestire un ruolo attivo nella società, di raggiungere livelli soddisfacenti di autonomia psicologica ed economica e di partecipazione sociale. Sembra, infatti, molto difficile che si possa costruire una identità sociale senza avere un lavoro.
E per le persone con disabilità? Per loro Il lavoro costituisce “una restituzione di storia personale e una restituzione della persona alla storia della sua comunità, con benefiche conseguenze nella strutturazione della sua identità”. (scrivere sempre la fonte delle citazioni)
Non possiamo però negarci il fatto che comunque l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità incontri spesso notevoli ostacoli.
La Commissione, le associazioni e famiglie che si occupano di disabilità vogliono che l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità possa contare sull’attivazione di sostegni da parte delle Istituzioni, ma anche della comunità civile, affinché si possa contare su operatori con competenze ma che altresì sappiano individuare le abilità umane e professionali presenti o raggiungibili da parte delle persone con disabilità.
Vogliono, inoltre, creare la possibilità per arrivare ad un sapere operativo che, con grande efficacia, sappia attivare stretti collegamenti con il mondo imprenditoriale, con le Cooperative sociali, con i sindacati e con i servizi, per progettare forme di inclusione che permettano di realizzare progetti mirati, strettamente legati ai percorsi formativi e fortemente caratterizzati da metodologie di supporto personalizzate.
Questa commissione, quindi, intende essere parte attiva nella formazione del decreto richiesto dalla legge Quadro, e intende coinvolgere e interpellare le parti interessate: associazioni di famiglie che si occupano di persone con disabilità, il Segretario di Stato competente, l’Ufficio del Lavoro e CFP, associazioni sindacali e imprenditoriali, uffici e servizi sociali dello Stato che sono o potrebbero essere coinvolti. Intende anche interpellare testimonianze di buone pratiche di inclusione lavorativa a San Marino e nei territori limitrofi per un momento di studio, approfondimento e confronto previsto per il 10 aprile p.v. che dia le linee guida per l’inizio dell’iter legislativo.
L’inclusione lavorativa, ha bisogno di un investimento personale da parte di tutti noi, ognuno per il ruolo che riveste, per l’Istituzione di appartenenza o, semplicemente, per un impegno civile e solidale, cercando insieme di fare interagire questo mondo complesso nell’ambito di una strategia unitaria.
Per noi, quindi, la persona con disabilità è il protagonista di ogni progetto di inclusione lavorativa.
Ma non possiamo dimenticare che, come dice un vecchio detto africano, “la forza del coccodrillo è l’acqua che gli sta intorno”.