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Aggredita sul posto di lavoro, presentata denuncia. L'uomo licenziato 24 ore dopo l'episodio

Il frontaliere licenziato dopo 24 ore, sei giorni di prognosi per la 62enne. L'aggressore, riporta la CDLS, ha continuato a lavorare fino a fine turno, senza che i titolari dell’azienda prendessero alcun provvedimento

15 lug 2025
Sede Gendarmeria, foto archivio RTV
Sede Gendarmeria, foto archivio RTV

È stato licenziato il giorno dopo l’aggressione il lavoratore che, lo scorso 10 luglio, aveva aggredito una collega in un'azienda sammarinese. A quattro giorni di distanza, oggi la donna ha presentato denuncia alla Gendarmeria. Lo riporta la CDLS, che ha reso pubblica la vicenda.

L'uomo, riporta la denuncia, aveva inveito contro la collega 62enne sul posto di lavoro, per poi stringerle le mani al collo e sbatterla contro un macchinario, facendole perdere i sensi. L’episodio è avvenuto sotto gli occhi di altri colleghi, due dei quali sono intervenuti per bloccare l’aggressore. Il trauma cranico subito è stato giudicato guaribile in sei giorni.

"Il frontaliere, coetaneo della vittima – riporta il sindacato – ha poi continuato a lavorare fino a fine turno, senza che i titolari dell’azienda prendessero alcun provvedimento, neanche un semplice allontanamento". Una vicenda che la Confederazione Democratica dei Lavoratori Sammarinesi definisce "sconcertante".

Sul caso è intervenuta anche la CSdL, che definisce “inquietante” il comportamento del datore di lavoro: “Chi non interviene è di fatto complice. Serve una legge che preveda l’allontanamento dell’aggressore, anche in assenza di denuncia”. La Confederazione rilancia inoltre la necessità di rafforzare l’applicazione della Convenzione OIL 190 contro la violenza e le molestie sul lavoro.

Dura anche la posizione dell’USL, che denuncia “l’ordinarietà della follia”: “È urgente dotarsi di strumenti efficaci per tutelare chi non si sente al sicuro sul posto di lavoro. Le dimissioni per giusta causa devono consentire l’accesso agli ammortizzatori sociali”. E ricorda altri casi, tra cui quello di una giovane aggredita davanti ai titolari, che però “non hanno preso provvedimenti per non perdere un dipendente considerato prezioso”.

La Segreteria di Stato al Lavoro, già nei giorni scorsi, aveva condannato con fermezza l’accaduto: “La violenza di genere, quando si manifesta nel contesto professionale, non solo lede la persona, ma mina i fondamenti stessi della nostra convivenza civile”, aveva dichiarato il Segretario Bevitori.

Oggi il tema sarà al centro di un tavolo tecnico convocato dalla Segreteria, per aggiornare gli strumenti normativi del Piano Pluriennale contro la violenza e le molestie nel lavoro. Tra le proposte, spicca l’introduzione di una misura cautelare di allontanamento immediato dell’aggressore.





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