Arresto Podeschi: il punto dall'agenzia Ansa

Arresto Podeschi: il punto dall'agenzia Ansa.
E' stato interrogato questo pomeriggio in carcere a San Marino, Claudio Podeschi, uomo politico di spicco della democrazia cristiana sammarinese, ex ministro e capogruppo parlamentare, arrestato per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di tangenti. Podeschi è difeso Massimiliano Annetta del Foro di Firenze. Con lui nei guai, detenuta a San Marino, è finita anche la compagna di origine slovena Biljana Baruca. Indagati con Podeschi anche Giuseppe Roberti, funzionario e socio della Banca commerciale sammarinese, il riminese Gilberto Canuti, Pietro Silva, un uomo d'affari originario di Piacenza, e due cittadini greci, Stefanos Balafoutis e Stefanos Papadopoulos. Quello di Podeschi, però, secondo i commissari della legge, Alberto Buriani, Simon Luca Morsiani e Antonella Volpinari, che hanno coordinato le indagini del nucleo antifrode della polizia giudiziaria sammarinese, è un ruolo predominante nel sistema di tangenti a San Marino. I fondi derivanti da reati contro la pubblica amministrazione, secondo le accuse, venivano reinvestiti in attività finanziarie e beni immobili, ma anche utilizzati per influenzare Banca centrale di San Marino, condizionare le elezioni, collocare in posizioni strategiche persone ritenute vicine all'associazione. Nella corposa ordinanza con la quale la magistratura sammarinese ordina il sequestro di beni fino a 14 milioni, si spiega il sistema tangenti di almeno gli ultimi 10 anni a San Marino. Utilizzando i conti della Banca commerciale, tra cui il famoso conto con libretti intestati a 'Giuseppe Mazzini', venivano fatte confluire le tangenti, con fondi erogati da imprenditori che attendevano licenze o concessioni pubbliche, per i politici, tra cui Podeschi. Stando all'indagine tutti avevano 'un prezzo', a seconda del 'peso politico'. Risultano però centrali i membri del congresso di stato, il governo sammarinese, seguiti dai membri del consiglio grande e generale, il parlamento, e infine i soggetti privi di cariche politiche. Il fine dell'associazione, secondo i magistrati, non era quello di finanziare i partiti, ma puntare all'arricchimento personale.
A tale scopo, secondo gli inquirenti, nel 2004 venne costituita la 'Fondazione per la promozione economica e finanziaria sammarinese', gestita da un uomo di fiducia di Podeschi anch'egli indagato, Pietro Silva. Lo scopo era trovare finanziatori tra gli imprenditori, anche stranieri. Sulla carta la fondazione creava progetti e li faceva finanziare da soggetti provenienti dall'Inghilterra, Brasile, Stati Uniti, Spagna e Hong Kong. I progetti però rimanevano solo sulla carta, tranne uno per l'ospedale nuovo che arrivò fino ad uno studio di massima, mentre i soldi entravano realmente. Accrediti milionari sono stati registrati da ditte che operavano nel settore dei metalli. Una di queste dal 2004-2006 ha fatto transitare per San Marino denaro senza titolo lecito per 65 milioni. Tre milioni alla Fondazione arrivarono anche da Simon Murray, manager e imprenditore inglese, ex presidente della Deutsche Bank Asia, fondatore di Orange (operatore telefonico mobile internazionale) e membro del consiglio di amministrazione di Vodafone International. Murray è presidente ed azionista di maggioranza di San Marino Telecom spa. La concessione per questa società fu rilasciata dal governo sammarinese nel 2005, nello stesso anno Murray dispose bonifici bancari per 4 milioni di euro su un conto presso la Banca commerciale sammarinese. I soldi partono da banche svizzere, di Hong Kong e delle isole del Canale. I fondi così raccolti furono usati per un bonifico di tre milioni a favore della fondazione. Due settimane dopo il bonifico, con un libretto al portatore da 500mila euro consegnati ad un azionista di San Marino Telecom e poi prelevati in contanti. Sono tanti e con i nomi più fantasiosi, i libretti al portatore che entrano in questa indagine, da Pluto a Marlena e Aurora, riconducibili a Podeschi, oppure Alice e Serena, o ancora Arrivederci, fino al famoso Giuseppe Mazzini. I due greci coinvolti, Balafoutis, che di mestiere risulta alla magistratura sammarinese un allenatore professionista di atleti, e Papadopoulos, produttore video, sono indagati per aver riciclato 2 milioni e 500 mila euro, provenienti dalla Black Sea Pearl ltd e dalla Moneybookers (che si occupa di trasferimento di denaro), entrambe società inglesi. Di quei due milioni, 1.251.000 euro erano stati trasferiti a favore di Podeschi e compagna.
(ANSA)

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