Dichiarato palesemente inammissibile il ricorso in terza istanza presentato dall'ex consigliere Giacomo Simoncini condannato in appello per atti indecenti ad una multa di 2.000 euro e al risarcimento del danno alla parte lesa, all'Authority Pari Opportunità e all'Eccellentissima Camera.
I fatti al centro del procedimento accaddero a Palazzo Pubblico mentre Simoncini era Capitano Reggente, nel semestre tra il 1° ottobre 2021 e il 1° aprile 2022, e quindi potrà riprendere anche il sindacato della Reggenza, il procedimento speciale riservato ai Capi di Stato sammarinesi, che era stato sospeso, in attesa della sentenza penale definitiva. La decisione del giudice Luca Barchiesi risale al 31 luglio ed accoglie, in sostanza, la tesi dell'inammissibilità del ricorso in terza istanza, sostenuta dalla difesa della vittima – una dipendente della Segreteria Istituzionale –, dall'Authority Pari Opportunità e dall'Eccellentissima Camera.
“Siamo soddisfatti perché è emersa la verità” - commenta Antonella Mularoni, avvocato difensore della donna, parte lesa. “Il tentativo durante il processo di far credere che la vittima si fosse inventata tutto – aggiunge - è miseramente fallito. Spero - conclude - che l'esito di questo procedimento possa spingere le donne, che se si trovano in situazioni simili, a denunciare. E' un percorso faticoso, ma bisogna farlo”.
Simoncini era finito a processo anche per violenza privata, nei confronti della dipendente della Segreteria Istituzionale. Definitiva dunque anche l'assoluzione decisa in appello “perché non consta abbastanza della colpevolezza” e cioè per insufficienza di prove.