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Cadavere nel trolley: per autopsia donna morta di stenti

28 mar 2017
Trolley con il corpo
Trolley con il corpo
Non era la 36enne cinese Xing Lei Li, sparita alcuni giorni fa durante una crociera con il marito (che è in carcere per omicidio), ma quasi certamente una vittima della denutrizione e delle condizioni di vita precarie. Ancora non si conosce l'identità della donna dai tratti somatici asiatici, alta un metro e settantatre, trovata nella mattinata di sabato all'interno di una valigia abbandonata lungo la banchina del porto canale di Rimini. Ma tutto lascia supporre che sia morta per le precarie condizioni di salute nelle quali versava. Il suo corpo era ridotto praticamente a uno scheletro. E l'autopsia, eseguita questa mattina, non ha evidenziato cause esterne che possano aver provocato la morte ed esclude il decesso per asfissia o annegamento. Gli esami tossicologici, dei quali si attende l'esito tra qualche giorno, potranno forse fornire qualche elemento in più anche se sembrano ormai chiari i motivi del decesso: era talmente magra e deperita che sembrava uscita da un lager. Resta comunque il mistero su chi l'ha messa nella valigia e l'ha abbandonata lungo il porto canale. E soprattutto perché. Il trolley all'interno del quale i proprietari di un'imbarcazione l'hanno trovata, non era zuppo d'acqua e quindi è più plausibile che sia stata abbandonata da terra piuttosto che trascinata dalle correnti. Le indagini della Squadra mobile della questura di Rimini, coordinata dal sostituto procuratore Davide Ercolani, proseguono a 360 gradi. Occorrerà, però, dare prima un nome alla vittima. Per il momento non risulterebbero denunce di persone scomparse con caratteristiche corrispondenti a quelle della donna trovata a Rimini. Partendo dall'identità della donna si potrebbe ricostruire la sua storia e risalire a chi l'ha chiusa in una valigia e l'ha gettata via come fosse un rifiuto. Intanto oggi l'avvocato Luigi Conti, che con Laura Camomilla difende il marito della donna cinese scomparsa in crociera, è stato al carcere di Rebibbia dove ha parlato con il suo assistito del ritrovamento della donna asiatica nella valigia. Conti ha riferito a "Chi l'ha visto?" che l'uomo, Daniel Belling, irlandese, ha ribadito di essere innocente, di non aver fatto nulla di male alla moglie e di non entrarci nulla con la sua scomparsa.