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Caso Berti, i difensori di Catania: "L'arresto ci ha colto di sorpresa e non ci aiuta"

29 gen 2014
Caso Berti, i difensori di Catania: "L'arresto ci ha colto di sorpresa e non ci aiuta"
Caso Berti, i difensori di Catania: "L'arresto ci ha colto di sorpresa e non ci aiuta"
Il direttore dell'Iss Paolo Pasini si difende da Sinistra Unita, che ne chiedeva le dimissioni per la gestione del caso Berti. “Nessun problema ad assumermi responsabilità – ha scritto – e a fare passi indietro in caso di errori gravi, ma la gestione dell'attuale circostanza non rientra di certo in questa categoria”. Il dottor Berti è in carcere ormai da una settimana, accusato di aver molestato alcune pazienti, e già a processo a Catania con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di una ragazza che si era rivolta a lui come esperto immunologo. Venerdì doveva tenersi la quinta udienza, ma verrà richiesto un rinvio proprio a causa dell'arresto di Pietro Berti: “Certo la notizia di San Marino ci ha colto di sorpresa – dice uno dei suoi avvocati difensori a Catania, Vittorio Basile – e chiaramente non ci aiuta, dal momento che abbiamo sempre sostenuto si sia trattato di incomprensioni”. Una tesi che l'avvocato di parte civile, Claudio Galletta, non condivide. “Tutto si basa sulla credibilità e l'attendibilità della mia cliente contro quella del dottor Berti. Ed anche su due testimoni, uno è l'ex fidanzato, l'altra l'amica che assistette alla visita “incriminata” e che avrebbe dovuto testimoniare giusto venerdì. I fatti di San Marino in questo senso ci aiutano – conclude – così come l'inquirente sammarinese che ha predisposto l'arresto può ottenere informazioni utili dal nostro processo”.

In serata si è concluso l'interrogatorio con il commissario della legge Di Bona, iniziato lunedì, "il dottor Berti ha risposto lungamente e in modo puntale a tutte le domande", ha fatto sapere uno dei suoi avvocati difensori, Massimo Cerbari del foro di Rimini, che insieme ai suoi colleghi sammarinesi valuterà solo nei prossimi giorni se avanzare istanza per l'eventuale scarcerazione.

Francesca Biliotti