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Celebrato il funerale di Mario Bernardi, presente la Reggenza

29 giu 2013
A Serravalle questa mattina le esequie di Mario Bernardi, il 58enne sammarinese trovato in casa senza vita pochi giorni fa. Un dramma della solitudine che ha scosso la comunità. Presenti al rito funebre, celebrato nella Chiesa del Castello da Padre Elia, anche le massime cariche dello Stato, i Capitani Reggenti Antonella Mularoni e Denis Amici, e i Capitani di Castello di Serravalle e Borgo Maggiore Leandro Maiani e Sergio Nanni. Tanti anche i semplici cittadini che hanno voluto partecipare ai funerali per un ultimo saluto a Mario Bernardi che ora riposa in pace nel Cimitero di Serravalle.

La riflessione di Alleanza Popolare
Anche a San Marino si può morire in completa solitudine e possono trascorrere mesi prima che il resto della collettività ne abbia notizia. La tragedia riportata di recente sui nostri giornali è stata per tutti un pugno nello stomaco. Una morte che ha fatto toccare con mano quanto la nostra piccola realtà non sia avulsa da ciò che spesso, a torto, pensiamo non riguardarci. I notiziari solitamente raccontano che questi fatti accadono nelle grandi città, dove l’individuo è un numero tra i tanti, i contatti interpersonali ridotti al minimo, la paura dell’altro sempre più forte, a generare un generale atteggiamento di chiusura. Ma qui?
San Marino sembra una fucina di associazioni, federazioni, organizzazioni… un segnale della partecipazione al vivere comune, della volontà di offrire un contributo alla società. E allora, cos’è che non funziona?
Questa domanda, in un momento in cui sembrano solo i numeri e la crisi economica a contare, non può essere trascurata dalla politica; che deve certo principalmente lavorare per dare risposte concrete alle esigenze primarie dei cittadini in termini di istruzione, sanità, occupazione, sicurezza…; ma deve anche sapere unire le forze, per creare le condizioni affinché nessuno viva ai margini, nell’isolamento.
Oltre ad occuparsi dei grandi temi più strettamente economici la politica deve rimettere al centro del suo operato l’uomo e la solidarietà. Deve saper far nascere una consapevolezza forte di comunità, per la quale forse non servono investimenti economici o progetti eccezionali, ma solo un richiamo costante al vivere la socialità.
Queste poche righe non sono una critica o un programma, sono solo un pensiero accorato di chi intende la politica un servizio e non vuole che fatti così gravi passino sotto silenzio. Anche se la politica, forse, non sarà mai in grado di risolvere i problemi di tutti, ha la grande responsabilità di vivere i problemi di tutti.

Comunicato stampa

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