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Fatture false: si è concluso con una condanna ed una assoluzione il processo agli amministratori della "Calypso"

2 anni e 6 mesi di prigionia a Santo Gigliotti: 45enne residente nel Fiorentino

28 mag 2019
Palazzo di GiustiziaIl resoconto di giudiziaria
Il resoconto di giudiziaria

“Il mio assistito non ha mai posto in essere operazioni soggettivamente inesistenti; ha regolarmente pagato i suoi debiti; non ha mai venduto neppure una coca cola, in nero, a nessuno”. Così – nell'arringa finale - il difensore di Santo Gigliotti. Il 45enne, residente nel fiorentino, era alla sbarra, in questo processo – che ha visto la costituzione parte civile dell'Eccellentissima Camera -, insieme all'imolese Gerardo Sarro. Secondo l'accusa, i due – in qualità rispettivamente di socio ed amministratore di fatto; ed amministratore di diritto, della società sammarinese “Calypso” -, avrebbero truffato lo Stato, attraverso l'emissione di fatture per operazioni ritenute inesistenti, e la conseguente richiesta di un rimborso della monofase per 129.000 euro. Rimborso che tuttavia – è stato chiarito nel corso del processo, dall'allora Direttore dell'Ufficio Tributario – venne sospeso. La Difesa di Sarro ha parlato, tra le altre cose, di un capo di imputazione non corretto; e di come le operazioni non venissero effettuate dall'imolese.

La Procura del Fisco, dal canto suo, ha chiesto una pena di 2 anni e 6 mesi per Gigliotti; per l'altro imputato, invece, l'assoluzione, “perché non consta abbastanza che sia colpevole”. E questo anche in considerazione di una recente sentenza d'appello, per un caso simile. Il Commissario della Legge Battaglino ha infine accolto integralmente le richieste del PF. Per Gigliotti, oltre alla condanna a 2 anni e mezzo di prigionia, anche l'obbligo di risarcire il danno, da liquidarsi in sede civile.