Compravano auto di fascia medio alta, come Porsche, Lamborghini e Ferrari, dall'estero, simulavano l'importazione a San Marino per evitare il versamento dell'Iva, e immettevano le vetture sul mercato italiano con prezzi super convenienti. I finanzieri del comando provinciale di Prato, sotto il coordinamento degli uffici della Procura europea (Eppo) di Bologna, Torino e Palermo, hanno smantellato l'associazione criminale dedita alla maxi frode, dando esecuzione a una serie di provvedimenti emessi dal tribunale di Civitavecchia.
I numeri fanno capire la dimensione della truffa: sette persone con misure cautelari (2 arresti domiciliari, 2 obblighi di dimora, 1 obbligo di presentazione alla Pg e 2 interdizioni all'esercizio di cariche direttive presso società ed altri enti giuridici); 6 società coinvolte; 61 veicoli e 10 conti sequestrati per un valore di oltre 6 milioni di euro; oltre 1700 autovetture di origine estera importate evadendo complessivamente 42,8 milioni di euro; 16 perquisizioni tra abitazioni, sedi di imprese ed altri luoghi nella disponibilità degli indagati.
Le indagini sono partite da un esposto presentato a Prato da un uomo che aveva incontrato difficoltà a immatricolare l’auto acquistata da un venditore tedesco tramite una concessionaria nella provincia toscana. Gli inquirenti hanno così ricostruito flussi di vendita illeciti a livello nazionale con indagini anche nel Lazio, in Campania, in Calabria e in Sicilia, dopo un precedente spezzone, a ottobre dello scorso anno, in Emilia Romagna e in Puglia dove erano state sequestrati veicoli, terreni, immobili e denaro per un valore di 5 milioni di euro.
“Contestualmente, analoghe richieste - aggiungono i militari - sono state trasmesse anche al tribunale di Civitavecchia, in relazione ad un gruppo criminale stanziato nella zona di Bracciano, in provincia di Roma, che fungeva prevalentemente da broker al servizio di concessionarie multimarca con sede nel Lazio ed in particolare nella Capitale”.
In particolare, secondo gli inquirenti, le società sammarinesi usate dagli indagati sarebbero aziende fittizie.
Proprio l'aumentare delle truffe Iva tramite il Titano ha portato l'Italia ad intervenire tra la fine del 2023 e l'inizio del 2024: il Decreto Anticipi (DL 145/2023), convertito a dicembre di quell'anno, e la successiva Legge di Bilancio 2024 hanno introdotto l'obbligo di pagare l'IVA in modo preventivo e tracciato prima di poter immatricolare l'auto in Italia. Se da un lato questo ha fermato ii truffatori, dall'altro sta danneggiando anche gli operatori sammarinesi regolari. Da qui l'introduzione di strumenti di sostegno al settore da parte del governo biancazzurro.