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Giudiziaria: disposta la prescrizione del reato, in appello, per Di Fenza, Vasconi e Annarella

18 set 2018
Aula tribunaleGiudiziaria: disposta la prescrizione del reato, in appello, per Di Fenza, Vasconi e Annarella
Giudiziaria: disposta la prescrizione del reato, in appello, per Di Fenza, Vasconi e Annarella - Oggi, in Tribunale, oltre alle udienze previste, anche la lettura di alcune sentenze d'appello. Due...
Già in primo grado incombeva il rischio prescrizione; tanto che, nell'occasione, si decise di stralciare il riciclaggio – dove era spuntato il nome di Fincapital -, dalla truffa aggravata ai danni dello Stato. All'origine di tutto l'inchiesta per gli oltre 900.000 euro di rimborsi della monofase, ottenuti indebitamente dal commercialista napoletano Luigi Di Fenza, tramite due “società cartiere”, le cui amministratrici risultavano Arianna Annarella e Maria Teresa Vasconi. Per queste ultime il processo – nel 2016 - si era concluso con una condanna a 2 anni e 3 mesi; 2 anni e 6 mesi – invece – per Di Fenza.

Questa mattina, però, la lettura della sentenza d'appello, che ha decretato, per tutti, la prescrizione del reato; resta aperta – tuttavia - la partita in sede civile per la restituzione del denaro. Il Giudice Battaglino ha poi reso nota la decisione del Magistrato d'Appello per il secondo filone dell'inchiesta, quello relativo al riciclaggio di parte della somma. Anche in questo caso è stata decretata la prescrizione, per la Annarella: unica condannata in primo grado.

Gli altri imputati – Livio Bacciocchi, Gian Luigi Reggini e Oriano Zonzini – erano stati infatti assolti, non essendo stato provato l'elemento psicologico del reato. Buone notizie, oggi, anche per Giancarlo e Marcello Belluzzi, soci della Lavanderia Sammarinese, e condannati in primo grado per appropriazione indebita. Nella sentenza d'appello si è deciso per il non doversi procedere, per estinzione del reato. In Tribunale, oggi, anche alcune udienze di primo grado. Concluso il processo che vedeva come imputato un sammarinese di 41 anni; secondo l'accusa non aveva corrisposto alla ex moglie – per un anno e mezzo - le somme pattuite per il mantenimento delle figlie. Il Commissario della Legge lo ha condannato a 7 mesi di prigionia, da scontare tramite affidamento ai servizi sociali, e a versare una provvisionale di 5.000 euro, in attesa del risarcimento del danno da liquidare in sede civile. Il legale ha già preannunciato appello.

Condannata, infine, ad una multa di 250 euro, una 42enne di Bisceglie, per il reato di emissione di assegno a vuoto.