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Giudiziaria: per gli inquirenti una “cartiera”; in udienza la vicenda della SM Sales s.r.l.

Proseguito, in mattinata, un processo che vede alla sbarra 3 persone: accusate di reati quali truffa ed emissione di fatture false. Prossima udienza il 14 aprile

25 feb 2020

L'udienza si è aperta con una piccola sorpresa; nessuno degli avvocati in aula indossava la toga. Le tradizionali sopravvesti, infatti, dopo la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario, sarebbero state messe da parte per la sanificazione. L'allarme coronavirus, insomma, sembra si faccia sentire anche in Tribunale. Per il resto tutto si è svolto regolarmente. All'attenzione del Giudice Battaglino due procedimenti poi riuniti; relativi alla vicenda di una società di Acquaviva poi liquidata: la SM Sales. L'amministratore di fatto sarebbe stato il 50enne Andrei Kastramin: cittadino bielorusso residente a Sassofeltrio, ma irreperibile. Insieme a lui, alla sbarra, il ravennate Andrea Babini ed il sammarinese Matteo Lisi. Il primo, quando la s.r.l. si occupava teoricamente di import-export, risultava amministratore unico; il secondo semplice operaio. La SM Sales, tuttavia, modificò in seguito la propria attività nella produzione e fornitura di funghi freschi; e lo stesso Lisi, a quel punto, figurò quale amministratore di diritto. Il problema è che, secondo gli inquirenti, le fatture emesse da questa società, nei vari periodi, sarebbero state false, poiché riferite ad operazioni inesistenti. Ci si sarebbe trovati di fronte, insomma, a quella che in gergo si definisce una “cartiera”; con l'obiettivo, fra gli altri, di esportare beni in Russia – in violazione dell'embargo – attestando falsamente l'origine sammarinese dei prodotti. Da qui l'accusa di truffa allo Stato; anche perché gli imputati avrebbero tratto pure un ingiusto profitto, attraverso la richiesta di rimborso dell'imposta sulle importazioni. Tra le contestazioni anche quella di false dichiarazioni a pubblico ufficiale. In mattinata l'escussione di alcuni testimoni, come la dirigente dell'Ufficio Tributario e il responsabile del Dipartimento Prevenzione. Il Dirigente dell'UGRAA ha confermato come – in astratto – in quella struttura fosse possibile produrre il quantitativo di funghi fatturato. Ma secondo l'Ispettore Francioni, del Nucleo Antifrode, non vi erano le necessarie strutture tecniche, commerciali e produttive. L'attività dichiarata – ha precisato – era “abnorme”; si parla di 1.400 tonnellate di funghi. Così come “simulata” - a suo avviso – era la precedente attività di import-export. Dalle indagini della Polizia Civile sarebbe emerso infine come Kastramin fosse la figura centrale dell'operazione; mentre gli altri due imputati semplici prestanome.