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Il Cristo ligneo lascerà San Marino entro l'estate

21 mag 2019
Il Cristo ligneo,
Il Cristo ligneo,

Il Cristo ligneo attribuito a Michelangelo lascerà San Marino per essere trasferito ad Ascoli Piceno. Ne dà notizia il Sole 24 ore. L'opera, al momento in una cassetta di sicurezza intestata a Giorgio Hugo Balestrieri,  rientrerà nelle mani del legittimo proprietario, Angelo Boccardelli, dopo una vicenda giudiziaria e un contenzioso durato sette anni che ha coinvolto due Procure italiane, le ambasciate e il tribunale del Titano. 

Tutta la vicenda ha inizio il 5 novembre 1979, ricorda il quotidiano economico on line, Il conte Giacomo Maria Ugolini aveva ricevuto l'opera dal Patriarca Melchita Maximos V e, alcuni anni dopo, l’aveva trasferita in una cassetta di sicurezza dell'Euro Commercial Bank dopo aver ricevuto minacce dalla 'ndrangheta di rubarla. Boccardelli, alla morte di Ugolini, aveva ereditato il Cristo. Il crocifisso, assicurato per un valore di 50 milioni, era stato attribuito a Michelangelo il 9 giugno 2012 dall'esperto Heinrich Wilhelm Pfeiffer, uno dei maggiori esperti al mondo delle opere dell'artista italiano.

Boccardelli era accusato, in concorso con Balestrieri, di esportazione illecita di opera d'arte, ma l'accusa era caduta nel 2014 dopo che la Procura di Torino aveva trasferito l’indagine a quella di Rimini, competente territorialmente. Il tribunale sammarinese aveva archiviato le accuse di riciclaggio ed esportazione clandestina dell’opera, visto che il Cristo ligneo aveva superato i confini del Titano, per essere esposto e farvi poi ritorno. Dalla procura di Rimini, nel 2017, era stata avviata la rogatoria internazionale verso il Titano in cui si chiedeva al commissario della legge di San Marino il dissequestro dell’opera e la restituzione a Boccardelli, già primo segretario del conte Giacomo Maria Ugolini, ambasciatore della Repubblica di San Marino in Giordania e in Egitto.

La vicenda è terminata il 18 maggio 2018, con la sentenza del commissario della legge di San Marino, Alberto Buriani, ha sì ordinato il dissequestro ma al tempo stesso ha disposto che “le opere rimangano conservate nel caveau di Banca Centrale (...) sottoposte a tutela in base alla delibera del 23 novembre 2012 n. 481, che provvederà a garantire la conservazione delle opere, secondo le determinazioni della Commissione per la Conservazione dei Monumenti e degli Oggetti d’Antichità e d’Arte”.

Grazie anche all’intercessione dell’ambasciatore Italiano sul Titano, Guido Cerboni, è stato quindi trovato l’accordo e la segreteria degli Affari Esteri di San Marino ha acconsentito alla restituzione del bene, che sarà ospitato nel battistero di Ascoli entro l’estate. La data ufficiale non è stata ancora comunicata per ragioni di sicurezza.