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Inchiesta Varano: Cassa di Risparmio di San Marino a giudizio dal prossimo 15 ottobre

24 gen 2014
Inchiesta Varano: Cassa di Risparmio di San Marino a giudizio dal prossimo 15 ottobre
Inchiesta Varano: Cassa di Risparmio di San Marino a giudizio dal prossimo 15 ottobre
E' il primo punto fermo dell'inchiesta Varano iniziata 6 anni fa dai pm di Forlì Fabio Di Vizio e Marco Forte: 28 persone fisiche e 3 giuridiche rinviate a giudizio, con accuse a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e all'abusivismo bancario, oltre che di false comunicazioni inviate a Banca d'Italia e di ostacolo all'organismo di vigilanza. Il Gup Alessandro Trinci, dopo ore di camera di consiglio, ha rigettato tutte le eccezioni preliminari e deciso i rinvii a giudizio. Tra le persone giuridiche, la Cassa di Risparmio di San Marino nella persona del legale rappresentante Leone Sibani, ex presidente, Monte dei Paschi di Siena con l'ex presidente Giuseppe Mussari, e Carifin, fiduciaria della Cassa, nella persona dell'avvocato Alberto Francini. Poi una serie di funzionari e membri dei vari cda di Carisp, oltre ai vertici che nel 2009 finirono in manette, Gilberto Ghiotti e Luca Simoni, insieme all'ex ad, Mario Fantini, che morì due anni dopo. Rinviati, tra gli altri, anche Gianluca Ghini, Enzo Donald Mularoni, Paola Stanzani, ex ad di Delta, però prosciolta da un'altra accusa relativa all'acquisto di SediciBanca. Prosciolto per prescrizione anche Giuseppino Rossini. L'indagine Varano nacque come sviluppo di un'altra inchiesta, “Re Nero”, quando nel giugno 2008 portò a bloccare un furgone portavalori con 2 milioni e 600 mila euro a bordo. Usciva dalla filiale forlivese del Monte dei Paschi ed era diretto a San Marino. Somma poi dissequestrata dalla Cassazione pochi mesi dopo. La Procura però è andata avanti con le sue tesi accusatorie, finalizzate a contestare il reato di riciclaggio. In più, c'era il collegamento tra Carisp e Gruppo Delta, che figurava come partecipato dalla Cassa, tant'è che nel cda vi erano figure già in Carisp. Il segretario alle Finanze Felici si dice convinto che non ci saranno ripercussioni sulla normalizzazione dei rapporti con l'Italia.

Francesca Biliotti