GIUDIZIARIA

Infortunio mortale Lesignano: nuova udienza del processo per omicidio colposo; sentiti numerosi testimoni

Formalizzata, intanto, la rinuncia alla costituzione di parte civile da parte dei familiari della vittima: il 42enne Moldavo Miron Vasile

Era il 28 dicembre del 2018, e il 42enne moldavo Miron Vasile si era recato a Lesignano, per effettuare lavori in una parte di abitazione privata in via di completamento. Quando si apprestò a prelevare uno dei 22 pannelli di cartongesso accatastati contro una parete, per una sorta di “effetto ventosa” l'intera pila di materiale gli rovinò addosso. Un peso complessivo di 700 kg; ed una compressione sul collo di circa 240 kg, che ne provocò il soffocamento. Questa – a grandi linee – la ricostruzione effettuata dal consulente d'ufficio, sentito oggi dal Giudice Morsiani; il cantiere – ha detto - era “privo di autorizzazioni”; non vi erano né “piani di sicurezza né un coordinatore”.
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L'uomo, inoltre, era solo; per un “margine accettabile di sicurezza” sarebbe stata invece opportuna – ha aggiunto - la presenza di almeno 2 persone. Da qui l'accusa di omicidio colposo per il committente – il titolare di un'azienda agricola –, cui è contestata anche la violazione delle norme per la prevenzione di infortuni sul lavoro. Pare che solitamente l'imputato aiutasse, nell'esecuzione dei lavori; ma quel giorno era fuori San Marino. Si dovrà stabilire allora se l'artigiano moldavo si fosse recato sul posto di propria iniziativa: ipotesi, questa, che allevierebbe non poco la posizione dell'imprenditore alla sbarra. Vi è poi un altro punto importante: il materiale da utilizzare, che teoricamente doveva essere fornito dal committente. Le lastre che caddero addosso alla vittima - tuttavia – erano quelle avanzate da un lavoro precedente, effettuato da una ditta. Secondo alcuni erano ancora di proprietà di questa: circostanza, se dimostrata, che giocherebbe forse a favore della Difesa; ma vi è stata anche una teste che si è espressa diversamente. E poi il posizionamento delle lastre: ad avviso del perito allocate in maniera corretta, anche se non vi è ancora la certezza che fossero puntellate.
Un quadro, dunque, quantomai complesso; per questo – durante la mattinata – sono stati sentiti numerosi testimoni: l'Ispettore della Polizia Civile che effettuò i sopralluoghi; un responsabile del Dipartimento Prevenzione, oltre a vari artigiani e manovali, alcuni anche connazionali ed amici del 42enne. Formalizzata, in apertura d'udienza, la rinuncia alla costituzione di parte civile, sottoscritta dalla moglie della vittima, anche nell'interesse della figlia minore. Nei giorni scorsi, infatti, il risarcimento, da parte dell'assicurazione. Il processo riprenderà il 13 maggio, con l'escussione di ulteriori testimonianze.
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