Non sarebbe mai stata in pericolo di vita la donna investita giovedì pomeriggio mentre attraversava sulle strisce pedonali lungo la superstrada, nei pressi del confine di Dogana. Dopo il primo intervento dei sanitari del 118 e il trasporto all’Ospedale di Stato, la paziente – una donna residente a Rimini – è stata trasferita all’ospedale “Infermi” per ulteriori accertamenti diagnostici.
Gli esami avrebbero evidenziato un trauma contusivo all'addome. Non sarebbero stati riscontrati danni agli organi interni. La donna è stata quindi dimessa con una prognosi di 30 giorni, dopo il completamento della diagnostica secondaria.
L’episodio, avvenuto in uno dei tratti più trafficati della superstrada sammarinese, ha però riacceso le polemiche sulla sicurezza degli attraversamenti pedonali lungo l’arteria principale del Paese. A intervenire è stato anche Giuseppe Maria Morganti, esponente di Libera, partito di maggioranza, che ha affidato ai social una riflessione dura: “Quante persone dovranno ancora essere investite prima che le strisce pedonali sulla superstrada vengano cancellate?”.
Il tema non è nuovo. Negli anni si sono verificati diversi investimenti nello stesso asse viario, in particolare nella zona di Dogana e Serravalle. Già nel 2010 un uomo di 59 anni venne investito mentre attraversava sulle strisce a Dogana. Nel 2017 una donna di 86 anni venne investita sulle strisce sempre sul confine di Stato, riportando ferite gravi e una prognosi di 90 giorni. Più recentemente, nel febbraio scorso, una 73enne era stata travolta in superstrada a Domagnano, episodio che aveva già alimentato forti polemiche sulla sicurezza degli attraversamenti a raso.