L'avvistamento risale al 9 e 10 dicembre scorsi, nel parco dietro alla palazzina degli ambulatori specialistici (ex casa di riposo) del complesso ospedaliero di San Marino. Due i lupi che sono stati notati aggirarsi di sera, probabilmente in cerca di cibo, in una zona notoriamente battuta da cinghiali, oggetto poi di una azione di contenimento predisposta dall'Ufficio Gestione Risorse Ambientali e Agricole l'anno scorso.
La presenza di lupi nell'area del giardino adiacente la struttura, a seguito del mirato monitoraggio effettuato, si è rivelata ad oggi circoscritta a quei due soli giorni. “Fototrappole ci sono e altre sono in fase di acquisto” – fanno sapere dall'Ufficio. L'UGRAA, insieme ad altri enti preposti, ha attivato un sistema di raccolta dati, sulla scorta delle linee guida dell'ISPRA in conformità alle direttive europee. Protocolli standardizzati che riguardano il monitoraggio e la gestione dei lupi confidenti ovvero più inclini ad avvicinarsi spesso e volontariamente a case e strade, oppure problematici, al fine di mettere in atto azioni di deterrenza non lesive dell'incolumità degli animali ma a garanzia della sicurezza della popolazione e degli allevamenti di bestiame. L'UGRAA a stretto giro uscirà con un foglietto informativo che verrà distribuito nelle case dei sammarinesi, per fornire indicazioni basilari sulla conoscenza del lupo, su come comportarsi in caso di avvistamento e come segnalarne la presenza in maniera ufficiale agli organi preposti.
Nel circondario, a far notizia in queste ore, la presenza di quattro lupi nei pressi della pista dell'aeroporto di Rimini, causando nei giorni scorsi la chiusura precauzionale temporanea dello scalo. Il Nucleo Carabinieri Forestale, congiuntamente alla Polizia Provinciale, ha proceduto al monitoraggio dell'area, individuando – riporta una nota dell'Arma - “alcuni potenziali punti di accesso della fauna selvatica”, non solo lupi ma anche lepri; facilitato dalla recente nevicata il riconoscimento di numerose impronte “sia in ingresso, sia in uscita dal sedime aeroportuale”. Nei prossimi giorni se richiesto dalle Autorità competenti – riferiscono i militari - “sarà possibile proseguire nelle “specifiche” attività di monitoraggio, al fine di accertare l’auspicata fuoriuscita degli animali dal perimetro”.