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New York: esplosione nella stazione centrale dei bus

11 dic 2017
New York: esplosione nella stazione centrale dei busNew York: esplosione nella stazione centrale dei bus
New York: esplosione nella stazione centrale dei bus - New York di nuovo nel mirino del terrorismo islamista, dopo l'attentato del 31 ottobre. Intanto Puti...
Sono state ore di panico, quelle vissute oggi nel cuore di New York. Quando una cosiddetta pipe bomb è esplosa a Manhattan, al terminal degli autobus, nei pressi di Times Square. A maneggiare l'ordigno era un 27enne del Bangladesh. Akayed Ullah – questo il suo nome – è rimasto ferito nella deflagrazione, che sarebbe avvenuta prima del previsto. Secondo le autorità aveva intenzione di compiere un attacco suicida. Fortunatamente, questa volta, non si sono registrate vittime, ma solo qualche ferito lieve. Evacuate, comunque, 3 linee della metropolitana. Il bengalese è attualmente in ospedale, guardato a vista dalle forze di sicurezza. Avrebbe dichiarato di “lottare per l'ISIS”: quello Stato Islamico che sta giocando da tempo la carta del terrorismo internazionale, dopo essere stato sconfitto nei campi di battaglia del Medioriente. Decisivo, in questo senso, è stato l'intervento della Federazione Russa, che dall'ottobre 2015 ha iniziato a martellare senza sosta le postazioni del DAESH. Un successo militare certificato oggi dalla visita a sorpresa – di Vladimir Putin – alla base di Hmeimim, dove è stato accolto da Assad. “Ho dato istruzioni – ha dichiarato il leader russo - di iniziare il ritiro delle truppe verso il loro luogo di dislocazione permanente”; aggiungendo però che, se i terroristi alzeranno di nuovo la testa, “verranno colpiti in un modo che non hanno ancora visto”. Giornata intensa, per Putin, che subito dopo è volato al Cairo, dove ha incontrato il Presidente egiziano al Sisi. E non è mancata una considerazione, sulla dichiarazione di Trump di riconoscere Gerusalemme come la capitale dello Stato ebraico. Una decisione che sta infiammando il Medioriente e che Putin ha definito “destabilizzante”. “Consideriamo controproducente – ha affermato - ogni mossa che possa ostacolare i negoziati fra gli israeliani e i palestinesi”.