Logo San Marino RTV

Rimini: sequestrato il "Lady Godiva". Tra le accuse spaccio e sfruttamento della prostituzione

26 set 2018
Il "Lady Godiva"Rimini: sequestrato il "Lady Godiva". Tra le accuse spaccio e sfruttamento della prostituzione
Rimini: sequestrato il "Lady Godiva". Tra le accuse spaccio e sfruttamento della prostituzione - Una maxioperazione della Questura ha portato al sequestro del noto night club di Marina Centro, e al...
"Le indagini - afferma il Dirigente della Squadra Mobile della Questura di Rimini, Massimo Sacco - erano iniziate nell'autunno del 2016 e sono durate per tutto l'inverno e fino all'inizio dell'estate". Nella notte l'atto conclusivo dell'operazione “Privè”; il blitz della Squadra Mobile è scattato intorno alle 4. Diverse ragazze – a quell'ora – pare si trovassero, con una cinquantina di clienti, sui divanetti della “zona vip” del Lady Godiva: aperto, in questi giorni, in coincidenza di un evento fieristico. Per il noto night club di Marina Centro è stato disposto il sequestro preventivo. Eseguite diverse misure cautelari. Tra gli indagati il rappresentante legale del locale, un socio, colui che è ritenuto il gestore di fatto, e due addetti alla sicurezza. Secondo gli inquirenti favorivano e sfruttavano la prostituzione delle dipendenti, assunte come figuranti di sala. Da loro ricevevano gran parte del denaro, ottenuto concedendosi nei privè: 50 euro per 10 minuti, a quanto pare; oppure tra i 400 e i 500 euro all'ora se i clienti sceglievano di portare le ragazze fuori dal night. Ma in questa brutta storia si parla anche di droga. All'interno del Lady Godiva, infatti, pare si spacciasse e consumasse cocaina. E sarebbe stato uno dei buttafuori a procurare gli stupefacenti all'amministratore e alle ragazze. Le indagini, particolarmente articolate, hanno permesso di individuare numerosi sospetti trafficanti attivi in città, alcuni dei quali di origine albanese. Facendo luce su questo sottobosco criminale si è poi giunti all'identificazione delle due persone ritenute responsabili della rapina, di un costoso orologio, subita da un avvocato riminese nel febbraio dello scorso anno. Per entrambi è stato disposto il carcere. Coinvolti, nell'operazione, 120 agenti; 3 delle misure cautelari sono state eseguite a Torino, Brindisi e Alessandria: città dove alcuni degli indagati si erano nel frattempo trasferiti.