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Riciclaggio: imprenditore del Casertano rinviato a giudizio con la moglie; avrebbero trasferito in Repubblica una grossa somma ritenuta provento di gravi reati

La somma residua venne sequestrata quando i coniugi, nel 2016, ne chiesero il trasferimento presso una banca bulgara

30 apr 2019
Palazzo di giustiziaLa giudiziaria odierna
La giudiziaria odierna

2 milioni e 400.000 euro: è la somma che sarebbe stata trasferita ed occultata, presso una banca sammarinese, dal 49enne Emilio Izzo – di San Felice a Cancello, in Provincia di Caserta – e dalla moglie. Secondo il Magistrato Inquirente del Titano si sarebbe trattato di “denaro sporco”: provento di reati quali associazione camorristica, estorsione ed usura. I primi versamenti in contanti, su libretti al portatore, iniziarono a quanto pare nel 2001. 36 operazioni piuttosto “pesanti”: per un totale di 2 milioni e 200.000 euro. I fondi sarebbero stati poi “movimentati” con investimenti, prelievi, bonifici bancari. Tra questi uno da 100.000 euro a favore di una società di Panama, con causale “acquisto appartamento”. Tutto ciò fino al 2016; quando i coniugi richiesero il trasferimento della liquidità residua su un rapporto acceso, a nome della moglie, presso un istituto di credito con sede in Bulgaria: Paese nel quale la donna risulterebbe risiedere. Pochi giorni dopo scattò il sequestro di oltre 1 milione e 900.000 euro. Somma che, in caso di condanna, potrebbe essere confiscata, a tutto beneficio – probabilmente - dell'erario pubblico. La prima udienza è stata fissata il 10 giugno. In mattinata, invece, è proseguito – con l'audizione di altri testi – il processo contro il salernitano Stefano Maria Masucci, già amministratore della DGZone srl di Serravalle, e accusato di aver emesso fatture false, e di truffa allo Stato. Prossima udienza – davanti al Giudice Battaglino - il 5 giugno.


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