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San Marino, arresto Pietro Berti, i legali: "No a processi mediatici"

23 gen 2014
Arresto Pietro Berti, i legali: "No a processi mediatici"San Marino, arresto Pietro Berti, i legali: "No a processi mediatici"
San Marino, arresto Pietro Berti, i legali: "No a processi mediatici" - Linciaggio mediatico. E' insieme un accusa e un invito agli organi di informazione a smorzare i toni...
Linciaggio mediatico. E' insieme un accusa e un invito agli organi di informazione a smorzare i toni quello che viene dai legali di Pietro Berti, Tania Ercolani, Alessandra Greco e Andrea Belluzzi, che a un giorno dall'arresto del medico con l'accusa di atti di libidine verso alcune paziente dicono “è sereno”, ma chiedono che sulla vicenda ci sia il massimo riserbo a tutela del corretto svolgimento delle indagini e dell'indagato. “Non è un caso di stato – dice Tania Ercolani - ma un fatto privato e non va strumentalizzato, ricordando come sull'intera inchiesta ci sia ancora il segreto istruttorio. Legali che avrebbero chiesto al commissario della legge Laura di Bona di rimandare l'interrogatorio di garanzia fissato già ieri per meglio esaminare il fascicolo processuale”.
Sul fronte delle indagini amministrative interne all'ISS, la sospensione di Berti dal servizio è ormai disposta automaticamente per legge, mentre nulla si sapeva – garantisce proprio il direttore Paolo Pasini – che nel 2010 fosse aperta una inchiesta sul medico per molestie ad una paziente in un ambulatorio a Catania, né della rogatoria giunta al tribunale: “L'ho appreso ieri dalla stampa” e anche dopo aver disposto una prima verifica, nessuna comunicazione ufficiale o informale sarebbe arrivata dal tribunale all'ISS.
No al processo sui media è l'appello che risuona, ma intanto l'arresto di Berti continua a scuotere la Repubblica e non si ferma l'eco fuori territorio visto anche il ruolo istituzionale del professionista, già Capitano Reggente e parlamentare.
Su questo una dura nota della segreteria agli Esteri, che ribadisce come San Marino sia dotata degli strumenti per prevenire ogni violenza sulle donne e insieme per garantire la difesa a chi è sotto indagine, nel rispetto della presunzione di innocenza Ma aggiunge: “E' improprio – aggiunge – legare alle istituzioni sammarinesi una vicenda privata e usarla per diffondere una immagine negativa della Repubblica”.
E il nome di San Marino è tornato invece proprio nel seguitissimo pomeriggio di Rai1 a “La vita in diretta” dove il portavoce del dipartimento affari esteri Corrado Carattoni a ribadire questo aspetto, in diretta insieme al giornalista del San Marino Oggi, Franco Cavalli. Da segnalare l'intervento di Mario Falcone – presidente del tribunale dei diritti e doveri del medico in Italia - che se da un lato chiede rispetto per l'indagato verso l'accertamento della verità, dall'altro plaude al celere intervento della magistratura sammarinese e soprattutto al coraggio di denunciare - soprattutto in un piccolo paese – da parte delle donne sammarinesi.

Annamaria Sirotti