Logo San Marino RTV

Siria: esodi di massa, da Afrin e Ghouta est, verso i territori controllati dal Governo

17 mar 2018
Siria: esodi di massa, da Afrin e Ghouta est, verso i territori controllati dal Governo
Siria: esodi di massa, da Afrin e Ghouta est, verso i territori controllati dal Governo - Intanto la Russia risponde con fermezza alle misure decise da Londra, dopo la vicenda della spia avv...
E' un esodo caotico, disperato, quello dei civili dal cantone curdo di Afrin. Da mercoledì sarebbero fuggiti in 150.000: incalzati dall'offensiva di Ankara. Un'operazione – quella chiamata in modo beffardo, “Ramoscello d'ulivo” - vicina alla conclusione: con il capoluogo ormai accerchiato, e le Unità di Protezione Popolare curde prossime al collasso. Per chi fugge da Afrin la salvezza è rappresentata dai territori controllati dall'Esercito siriano, così come per tanti civili di est Ghouta: tenuti sostanzialmente in ostaggio, per anni, dalle bande islamiste che occupano queste popolose zone periferiche di Damasco. Ma il territorio controllato dai salafiti di Jaish al Islam, e dalle milizie dell'ala siriana di al Qaeda, è continuamente eroso dall'offensiva dei Governativi. La sacca è ormai divisa in 3 parti; e i jihadisti – della potente roccaforte di Douma – starebbero trattando la resa. Assad, insomma, secondo vari analisti, sta vincendo la guerra; la domanda è come reagiranno gli Stati Uniti, che – sin dall'inizio – avrebbero puntato su un regime change in chiave anti Iraniana. La nomina a Segretario di Stato di un “falco” come Mike Pompeo, lascerebbe presupporre mosse aggressive contro Damasco. Ma quella di Rex Tillerson non è stata l'unica epurazione clamorosa, di recente. Di queste ore la notizia del licenziamento – da parte del Ministro alla Giustizia – di Andrew McCabe: accusato di aver diffuso informazioni ai media e non essere stato onesto. L'ex numero due dell'Fbi - da mesi – era uno dei bersagli degli attacchi di Trump, per il suo ruolo nelle indagini sulle presunte interferenze russe. Proprio il Cremlino, oggi, ha varato misure speculari – a quelle di Londra -, sul caso dell'ex agente del GRU, avvelenato a Salisbury. Espulsi infatti, come persone non grate, 23 diplomatici britannici. Chiuso anche il British Council, ma non solo. L'inviato russo presso l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, ha affermato che l'agente nervino, che ha colpito l'ex spia, è molto probabile provenga da laboratori inglesi o statunitensi.