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Soldi dal Congo: condanna e confisca da record, ma la sentenza non è esecutiva

31 gen 2017
Il tribunale sammarineseSoldi dal Congo: condanna e confisca da record, ma la sentenza non è esecutiva
Soldi dal Congo: condanna e confisca da record, ma la sentenza non è esecutiva - Sei anni e quattro mesi per il broker francese – residente in Svizzera - <strong>Philippe Maurice C...
Sei anni e quattro mesi per il broker francese – residente in Svizzera - Philippe Maurice Chironi: condanna record a San Marino per riciclaggio così come da record è la confisca, per equivalente, ordinata dal giudice: 83 milioni e 269mila euro, piu' gli interessi, ovvero i circa 69 milioni movimentati dal Congo Brazzaville a San Marino, dal 2006 al 2011, da due enti pubblici (Delegation des grand travaille – Dgt – e Domain Residential) e altri 14 milioni di una dazione considerata illecita. Denaro, in ogni caso, derivante da corruzione e altri reati, secondo la magistratura, quindi riciclato. Una parte di questa somma – 19 milioni di euro – è già stata sequestrata durante l'istruttoria, nei conti sammarinesi della Banca Commerciale, gestiti da Chironi. I 36 titolari, secondo l'accusa, erano dell'entourage di Denis Sassou Nguesso discusso Presidente del Congo Brazzaville, paese africano con ricchi giacimenti di petrolio e reddito medio pro-capite di 17 euro al giorno. Solo uno degli intestatari di quei conti ha chiesto informazioni sul sequestro, gli altri – nonostante le somme bloccate dalla magistratura siano ingenti – non hanno intrapreso alcuna azione diretta, per tornare in possesso del denaro. Condannato nel processo a quattro anni e due mesi anche il sammarinese Stefano Bertozzi, ex funzionario della Banca Commerciale. Si è dichiarato ignaro della provenienza illecita del denaro ma il giudice non l'ha creduto anche se il suo avvocato ha fatto presente che Bertozzi non ha avuto alcuna utilità, trattava con Chironi perchè conosce il francese – lingua madre del broker - e si è limitato a fare il suo lavoro eseguendo disposizioni dettate dai vertici dell'istituto che in seguito, come noto, è stato commissariato da Banca Centrale anche per gravi carenze nelle procedure anti-riciclaggio. La partita giudiziaria è tuttavia ancora aperta: le due condanne e la confisca saranno rivalutate in appello.

l.s.