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La terra trema, il sindaco di Caldarola: "È tutto inagibile ma ci hanno lasciati soli"

28 ott 2016
Luca Giuseppetti
Luca Giuseppetti
Continuano le scosse nei comuni colpiti dal terremoto tra Marche e Umbria. Più di 100 dalla mezzanotte: la più forte di 3.5 gradi alle 4 e 13 vicino Ussita. Ed è arrabbiato il sindaco di Caldarola Luca Giuseppetti per la mancanza di soccorsi nel suo comune. "Ho cento sfollati in un capannone privato, il Municipio inagibile, la scuola e tutte le chiese chiuse, ma - spiega - qui non s'è visto nessuno: due tecnici della Protezione civile che sono andati via subito, e a levare le macerie ci devo pensare io". Marco Rinaldi, sindaco di Ussita, epicentro della scossa, ha deciso, insieme alla Protezione civile, di dichiarare l'intero paese, abitato da 400 persone, zona rossa. Una decisione senza precedenti, non adottata neanche per Amatrice, devastata dal sisma della scorsa estate. I vigili del fuoco andranno casa per casa, nelle abitazioni rimaste agibili e, quindi, ancora abitate, per avvertire la popolazione sull'obbligo di lasciare gli edifici. Infatti, anche se i palazzi non hanno subito danni strutturali, le microscosse, stanno causando cedimenti nelle parti non portanti.