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Tribunale: rinviata al 6 giugno l'udienza per sentire in videoconferenza Francesco Vallefuoco

Tra i procedimenti all'attenzione del Giudice Battaglino, questa mattina, anche quello relativo alla presunta estorsione ai danni dei fratelli Marco e Roberto Lo Giudice

8 mag 2019
Francesco VallefuocoFrancesco Vallefuoco
Francesco Vallefuoco

Questa mattina era prevista l'audizione, in videoconferenza, di un personaggio noto, sul Titano, soprattutto per l'operazione “Vulcano”. Francesco Vallefuoco, al momento, è detenuto in un carcere oltreconfine; ma le Autorità italiane non hanno ancora risposto alla richiesta di assistenza giudiziaria avanzata dal Commissario della Legge. Fissata, allora, una nuova udienza il 6 giugno. Il processo – sul quale incombe comunque il rischio della prescrizione - vede come imputati, insieme a Vallefuoco, Francesco Agostinelli e Francesco Sinatra. I fatti risalgono all'ottobre 2010; nell'occasione, i 3, per fare pagare ai fratelli Lo Giudice la somma di 70.000 euro – acconto di un credito vantato dalla società Fincapital – li avrebbero minacciati, e trattenuti contro la loro volontà in una stanza dell'ufficio di Dogana della finanziaria. Tentata estorsione aggravata, il capo d'accusa. Proprio questo episodio – all'epoca - contribuì ad una presa di coscienza del rischio rappresentato dalle infiltrazioni della malavita organizzata. In giornata, davanti al Giudice Battaglino, anche altre 2 udienze, alle quali hanno assistito gli studenti delle classi prime del Liceo Economico, nell'ambito di uno specifico progetto formativo. Condannata a 6 mesi di prigionia - ma con pena sospesa, in regime di esperimento probatorio – una 38enne brasiliana accusata di aver assunto stupefacenti. Finì nei guai quando – a seguito di un diverbio, nell'abitazione del convivente sammarinese – intervennero le Forze dell'Ordine, che trovarono piatti con tracce di quella che poi si sarebbe rivelata cocaina. Entrambi sarebbero poi risultati positivi anche ai cannabinoidi. Ma quest'ultima sostanza, si è appreso nel processo, è utilizzata dall'imputata per alleviare una patologia; come risulterebbe da un certificato medico dell'Ospedale di Rimini prodotto dalla Difesa. Quanto alla cocaina la donna ha dichiarato di non ricordare di averla assunta. Condannato infine a 7 mesi di prigionia, ed 1 di arresto, un 25enne albanese, sorpreso nella propria automobile – ferma, nei pressi del confine di Falciano – con 0,4 grammi di hashish. Contestata pure la guida in stato di alterazione psicofisica.