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Tribunale: una lettera contro la dirigente dell'ufficio “inguaia” dipendente pubblico

Nuova udienza, oggi, in Tribunale. Davanti al Giudice Battaglino un sammarinese accusato di calunnia e diffamazione

10 giu 2020
la cronaca giudiziaria
la cronaca giudiziaria

Non è certo la prima volta che un rapporto in ambito lavorativo si deteriori a tal punto da sfociare in un procedimento penale. Protagonista di questa vicenda è un 57enne di Borgo, approdato anni fa all'Ufficio Filatelico e Numismatico; e finito nei guai dopo aver inviato una missiva indirizzata – fra gli altri – a 2 Segretari di Stato, alla Direzione Generale della Funzione Pubblica, e al Giudice Inquirente. Si trattava sostanzialmente di una denuncia nei confronti della Dirigente del suo Ufficio, accusata di aver commesso “angherie e pratiche vessatorie ingiustificate”. Nulla di tutto ciò, in realtà, venne appurato in fase istruttoria; e il Magistrato decise dunque di archiviare. Ma la partita non era ancora chiusa, perché a questo punto fu la Dirigente a querelare. Questa mattina – nel processo per calunnia e diffamazione contro il borghigiano - era presente in Aula, e ha parlato dei pesanti effetti di quella lettera, sia da un punto di vista personale che professionale. “Ancora oggi non mi spiego un atteggiamento del genere”, ha dichiarato.

Il Commissario della Legge ha poi sentito alcuni colleghi, all'epoca, del 57enne. I testimoni hanno riferito di difficoltà e lentezza dell'imputato, nello svolgimento delle proprie mansioni; nessuno, inoltre, avrebbe notato un accanimento, della Dirigente, nei suoi confronti. Fra i testi anche il medico che prescrisse degli ansiolitici all'uomo. Quest'ultimo, infatti, interrogato dal Giudice Battaglino, ha parlato dello stress con il quale visse quell'esperienza lavorativa. Nonostante la precedente archiviazione, poi, ha accusato nuovamente la Dirigente; ad esempio di avergli tirato in più occasioni documenti sulla scrivania, o averlo impiegato in mansioni da segretario, per le quali non aveva esperienza. Entro fine mese la prossima udienza, quando, presumibilmente, si andrà a sentenza.