Tutti assolti nel processo per omissione di soccorso a William Righi

A quasi sei anni di distanza dalla morte di William Righi oggi è arrivata la sentenza del processo in cui quattro suoi amici erano sotto accusa per omissione di soccorso, ed è stata una sentenza di assoluzione con formula piena per tutti gli imputati.

13 agosto 2011: William Righi - all'epoca 28enne, ragazzo molto conosciuto in Repubblica, giocatore di basket dilettante, pr in discoteca – muore per arresto cardiocircolatorio nonostante 63 minuti di rianimazione in Pronto Soccorso, dove era stato trasportato da Jacopo Manzari.
Era un sabato mattina e dopo una nottata al Cocoricò William Righi aveva invitato gli amici bolognesi Paolo Gentilini, Stefano Ventura e Francesca Provenzano a proseguire il divertimento – anche a base di ecstasy già consumata nelle ore precedenti - in una villa con piscina: villa Tabarrini a Fiorentino. La Villa del nonno dell'amico di William, Jacopo Manzari, che non aveva passato la nottata insieme agli altri ma che aveva dato l'ok all'idea.
Alle 10 circa i ragazzi si incontrano sul posto e cominciano a predisporre lo stereo per la musica. William Righi fa una serie di telefonate. L'ultima, che risulta partita dal suo telefono, è dalle 10,37 alle 10,38 circa. Jacopo Manzari in quei minuti nota William Righi – che tra l'altro non sapeva nuotare - in piscina, apparentemente privo di sensi. Dapprima pensa ad uno scherzo poi si rende conto che William sta male. Lo trascina fuori dall'acqua. Il ragazzo non risponde agli stimoli e a quel punto, dai telefoni dei presenti, partono una serie di chiamate a conoscenti e – alle 10.46 - al 118, ma risponde Romagna Soccorso da Ravenna, poi cade la linea perchè non c'è campo. Intanto qualcuno degli amici prova a fare il massaggio cardiaco a William e subito dopo Jacopo Manzari prende l'iniziativa e trasporta William direttamente al Pronto Soccorso di Cailungo, dove alle 11 cominciano le, purtroppo vane, terapie rianimatorie. Questa in sintesi la ricostruzione di quella tragica mattinata emersa in dibattimento e secondo il giudice Roberto Battaglino non c'è stata omissione di soccorso. Tutti assolti, così come richiesto dalle difese e – sia pure con formula dubitativa – dalla Procura del Fisco, mentre la famiglia della vittima – costituita parte civile – aveva chiesto le condanne e un risarcimento di 1.250.849 euro. Nel processo si contestava anche l'occultamento di prove: William Righi quella mattina – secondo le testimonianze – aveva messo a disposizione del gruppo un sacchetto contenente Mdma, ovvero Ecstasy. Per evitare che la presenza di droga venisse scoperta, Jacopo Manzari, dopo aver portato William in Ospedale, l'ha prelevata dalla villa e insieme a Nahuel Zanfino l'ha portata in macchina fuori San Marino per gettarla in un fosso. Entrambi sono stati assolti anche da quest'accusa perchè il reato si è prescritto – secondo i calcoli del Pf - appena due giorni fa.

l.s.

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