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Unas e Ucs chiedono al Governo interventi immediati contro il caro energia

di Maria Letizia Camparsi
10 mar 2022
Sentiamo Pio Ugolini
Sentiamo Pio Ugolini

Mentre in Italia il presidente del Consiglio Draghi annuncia sostegni per 16 miliardi di euro e un taglio dell'Iva per le utenze del gas dal 10% al 5%, anche San Marino è in fibrillazione per il caro energia, che preoccupa imprese e cittadini. Sul tema interviene l'Unione nazionale artigiani e piccole-medie imprese che si rivolge alle Segreterie di Stato alle Finanze e all'Industria e Artigianato per chiedere interventi immediati. Il gasolio – nota l'Unas - cresce di 10 centesimi al giorno e sta arrivando a quota 2 euro al litro, mentre gli aumenti in bolletta stanno spingendo le imprese a considerare la sospensione delle attività, perché il bilancio tra costi e fatturato è in perdita. Un esempio su tutti è il settore dell'autotrasporto. Per questo la richiesta è quella di misure lenitive in attesa di ristori più corposi. In particolare: alzare la quota Smac da 15 a 30 centesimi, l'estensione della Card alle imprese e il blocco del prezzo delle utenze. "Molte imposte sono proporzionali al costo - spiega Pio Ugolini, segretario generale Unas -, quindi va da sé che se non c'è uno storno, anche lo Stato guadagna di più in questa situazione. Possiamo anche prevedere di non andare oltre a una certa soglia con le bollette per imprese e famiglie".



Sulla stessa lunghezza d'onda Unione consumatori sammarinesi, che chiede di rinegoziare i termini di vendita in territorio con l'Italia, aumentare la scontistica Smac e la deducibilità sul carburante e riorganizzare il servizio dei mezzi pubblici per renderlo più utile e appetibile.

Nel video l'intervista a Pio Ugolini, segretario generale Unas






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