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150 anni di Statua della Libertà, San Marino racconta il suo monumento simbolo

Nella lectio magistralis della professoressa Valentina Rossi e di Suor Maria Gloria Riva un viaggio nel tempo fino all'inaugurazione del 1876. Inaugurata la mostra 'Pacifica e Fiera' sulle rappresentazioni dell'opera in filatelia e numismatica

di Pierluigi Mandoi
13 set 2026

In origine era chiamata ‘Statua della Repubblica’, ma con il tempo, per tutti, è diventata la Statua della Libertà, il monumento simbolo dell’identità sammarinese. Svetta al centro del cuore della vita politica e sociale del Paese, davanti a Palazzo Pubblico, esattamente da 150 anni, e San Marino ha celebrato questo importante anniversario raccontandone la storia.

Alla presenza dei Capitani Reggenti Alice Mina e Vladimiro Selva e di tanti rappresentanti delle istituzioni, la professoressa Valentina Rossi e Suor Maria Gloria Riva hanno tenuto una lectio magistralis dal titolo ‘Libertà: tra storia, arte e cultura’: un viaggio nel tempo fino a quel 30 settembre 1876, il giorno dell’inaugurazione del monumento donato alla Repubblica dalla nobildonna tedesca Otilia Heyroth Wagener. “San Marino quando si è trovata nella seconda metà dell’800 circondata da questo nuovo grande vicino che era all’epoca il Regno d’Italia, ha avuto bisogno di consolidare le proprie tradizioni e di crearne alcune ex novo. Si era proprio nella fase in cui si cercavano simboli ed elementi identitari. Credo che per noi sia anche difficile poter immaginare quanto fosse piccolo, modesto, arroccato e poverissimo il nostro Paese e quanto questo evento fosse stato epocale. Immaginiamoci questa statua quando è arrivata qui e poi l’arrivo della duchessa Heyroth Wagener e di tutto il suo seguito, con le celebrazioni successive che per il 1876 erano qualcosa di inusitato”, spiega la professoressa Rossi.

Nelle parole di suor Riva, invece, un excursus sul concetto di libertà nella storia dell’arte e un focus sul simbolismo del monumento: le tre torri sul capo, la bandiera nella mano sinistra, il ramo d’alloro, la mano destra protesa. Tratti che i sammarinesi conoscono bene e che - come testimonia la mostra ‘Pacifica e Fiera’ inaugurata nell’atrio di Palazzo Pubblico - tante volte sono stati riprodotti nella filatelia e nella numismatica, a partire dal 1894. “In quella prima occasione con una cartolina postale, poi con dei francobolli nel 1899. Poi anche nel 1917-18, i francobolli “pro-combattenti”, per poi passare al secondo dopoguerra, apparire su monete in lire. E apparire su uno scudo in oro nel 1990, scudo che è l’unica vera moneta sammarinese, decisa in autonomia dalla Repubblica e mai sottoposta a convenzioni né con la Repubblica Italiana come accadeva con le lire né con l’Unione Europea come accade con l’Euro”, racconta Roberto Ganganelli del Museo del Francobollo e della Moneta. Presentata per l’occasione anche la moneta più importante emessa da San Marino nel 2026, i 20 euro in oro dal peso di un quarto di oncia, coniati dalla zecca di Vienna e che raffigurano la statua a mezzo busto per esaltarne la bellezza del volto.

La Reggenza e i Segretari di Stato, prima dell’inizio delle cerimonie, hanno espresso come la libertà simboleggiata dal monumento sia un dono che va preservato e sempre fatto crescere. “A noi spetta essere i custodi di quei valori perché chi ha la responsabilità politica è in questo che si deve impegnare. Saperli interpretare, difendere ed essere però anche coscienti che siamo sempre in un percorso di mutazione e che vanno aggiunti. Per me libertà è soprattutto cercare sempre di garantire le nuove libertà che avanzano”, dice il segretario di Stato agli Interni, Andrea Belluzzi. 

Nel servizio le interviste a Valentina Rossi, Suor Maria Gloria Riva e al Segretario agli Interni, Andrea Belluzzi





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