“Vi lascio liberi da entrambi gli uomini”: parole alla base dell'indipendenza della più antica Repubblica del mondo. A pronunciarle in latino fu, secondo la tradizione, il Santo Marino, fondatore di una comunità che diventò Stato e che ancora oggi porta avanti il valore della libertà.
Tutto ebbe inizio nel III secolo, quando Marino, tagliapietre originario dell'isola di Arbe, nell'attuale Croazia, arrivò a Rimini insieme a San Leone. Entrambi fuggirono dalle persecuzioni contro i cristiani dell'imperatore Diocleziano. Successivamente, Marino si stabilì sul monte Titano e qui formò una piccola comunità. La data impressa nella storia è il 301 d.C.: anno di fondazione di una Repubblica ancora fieramente indipendente, da 1726 anni. Gli “uomini” a cui il Santo faceva riferimento, sempre secondo la tradizione, erano l'imperatore e il papa, rappresentanti dei due grandi poteri.
Il mito di Marino fu tramandato nel corso dei secoli e ha il sapore della leggenda. Le sue gesta vengono narrate in documenti del passato. Di recente la riscoperta del più antico testo conosciuto sui due santi, Vita Sanctorum Marini et Leonis, oggi iscritto nel Registro internazionale Memoria del Mondo UNESCO. In origine, la comunità si formò e crebbe sulla vetta del monte. Oltre alle celebri torri e al Palazzo Pubblico, la Basilica del Santo, dedicata proprio a Marino, rappresenta uno dei monumenti più importanti per i sammarinesi: principale luogo di culto del territorio edificato sul monte dove tutto prese forma.
Nel corso dei secoli, il Paese ha attraversato le epoche più difficili, resistendo a stravolgimenti e cambiamenti epocali, guerre mondiali incluse. I sammarinesi hanno sempre difeso la loro indipendenza, con lungimiranza, e oggi il Paese continua a portare in alto i valori della pace, del dialogo, della libertà - anche nelle sedi internazionali - nel solco della neutralità attiva.