Una società senza più lettura i cui libri sono proibiti e messi al rogo da pompieri incendiari che bruciano invece di spegnere: Bradbury immagina un tempo distopico (un mondo futuro confermato dal presente) negli anni Venti del XXI secolo, adesso. Impoverimento culturale progressivo fino alla passiva autocensura dove la velocità ha bruciato il silenzio e la lentezza del pensiero critico. Un'epoca di transizione sospesa vinta dall'ottundimento collettivo del pensiero unico (anticulturale, o peggio!, sottoculturale): che ci fa star bene... (*Ray Bradbury aveva regione).
P.S.: il libro che amiamo (come FAHRENHEIT 451) si rilegge e lo si consuma: si trascina ovunque, sgualcendolo e scollandolo, lasciandolo sbiadire. Lo si riempie di segni e ricordi (scritte, postille, appunti di vita).
*Ma se il fuoco è la cura cosa sarà di noi, adesso? Ripercorrere il romanzo scritto negli anni Cinquanta crea un tempo intermedio (l'altra distopia) che fa paura (e la paura è il vero contrario della fede).