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Affari sporchi in CATTIVE ACQUE

Una pellicola da cineforum di denuncia e di forte impatto sociale, stile cinema americano anni 70, con DARK WATERS la multisala romagnola, da Savignano a Rimini, diventa spazio d'essai che fa pensare

di Francesco Zingrillo
23 feb 2020

DARK WATERS, "Cattive acque", è un film abbastanza atipico nel suo genere in senso positivo. Un movie delle major di denuncia a tinte horror. Protagonista principale del film è “un mostro” che, finiti i titoli di coda, ritroviamo nelle nostre cucine. Viene voglia di correre subito a casa e buttar via l'antiaderente (in Teflon!? Inventato dalla DUPONT americana negli anni Sessanta) che tutti possedevamo... MARK RUFFALO Interpreta ROB BILOTT un avvocato mite, immerso nel suo lavoro, ossessionato dalla causa contro l'industria chimica di Cincinnati. Il regista Todd Haynes sceglie di colorare il suo film a tinte marroni e scure: umide del Sud Virginia. Realizza una pellicola opaca come se lo spettatore guardasse gli eventi attraverso una lente immersa in acque torbide e schiumose. Una storia terribile che ci riguarda da vicino. Il disastro dei vari PFAS documentato anche in Veneto è figlio di errori e omissioni causa un'economia selvaggia libera di inquinare per profitti esorbitante. La questione dei vari C8 sintetici aggiunti dalla chimica alle fluoro - plastiche è una colpa culturale e politica non solo statunitense (e in Oriente oltre al coronavirus chi controlla la produzione industriale per l'occidente? Chiediamoci cosa si vende e si compra a buon mercato sotto casa).

fz